
L'annuncio pubblicato ieri da un'agenzia interinale italiana - alla ricerca di informatici con laurea triennale disposti a lavorare per 1200 euro al mese per una società di Balerna (vedi articolo correlato) - è finito al centro di un'interrogazione inoltrata dai deputati PPD Lorenzo Jelmini e Giorgio Fonio all'attenzione del Consiglio di Stato.
I due sindacalisti ricordano che dal 1. settembre 2014 nel settore dell'informatica è in vigore un contratto normale di lavoro che stabilisce salari minimi ben superiori a 1200 euro al mese.
"L'annuncio in questione" sottolineano Jelmini e Fonio, "è purtroppo la conferma che vi sono aziende istallate sul territorio cantonale che ignorano le condizioni salariali minime fissate per legge, proponendo stipendi che possono essere accettati unicamente da lavoratori frontalieri".
Per i due deputati queste situazioni devono essere combattute "con la massima severità", perché "deteriorano il mercato del lavoro ticinese e offendono la dignità dei lavoratori, siano essi residenti o frontalieri".
I due granconsiglieri sottolineano ancora che il diritto svizzero dispone in taluni ambiti lavorativi contratti normali di lavoro che stabiliscono salari minimi vincolanti validi per l’intero ramo e modificabili solamente a vantaggio del lavoratore. "Pertanto, in presenza di annunci che inducono alla violazione delle norme di legge vigenti nel nostro Paese, riteniamo che il Consiglio di Stato debba intervenire tempestivamente ed impedire che vengano proposte condizioni salariali contrarie alle leggi vigenti in Svizzera".
Per questi motivi, Fonio e Jelmini chiedono al Governo: "In presenza di annunci che propongono la violazione di un contratto normale di lavoro il Consiglio di Stato quali misure vuole intraprendere? Il Consiglio di Stato in che modo verifica il rispetto delle condizioni salariali dei lavoratori assoggettati a un contratto normale di lavoro? Qual è stato il risultato di tali verifiche nel 2014 e nel 2015? Quante violazioni sono state accertate? Quali sanzioni sono eventualmente state comminate? Il Consiglio di Stato intende rafforzare, e in che modo, le verifiche in materia di condizioni salariali? Non è possibile verificare sistematicamente le condizioni salariali al momento del rilascio del permesso così da bloccare sul nascere questi abusi? Quali misure intende intraprendere il Consiglio di Stato per il caso segnalato da questa interrogazione?"
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