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Ticino
1,2 miliardi di ristorni all’Italia
1,2 miliardi di ristorni all’Italia
1,2 miliardi di ristorni all’Italia
Redazione
10 anni fa
È quanto ha sborsato il Ticino nell’arco di 40 anni: lo conferma il Governo, che elenca pure i vantaggi del nuovo accordo sui frontalieri

1,2 miliardi di franchi. A tanto corrispondono i ristorni versati dal Ticino all’Italia sull’arco di 40 anni, ossia da quando è entrato in vigore l’accordo sui frontalieri (1. gennaio 1974) fino alla fine del 2013. È quanto si evince dalla risposta del Consiglio di Stato a un’interpellanza di Paolo Pamini (La Destra), che ha sottoposto 18 domande in merito alle ripercussioni finanziarie per il Cantone e i comuni ticinesi dell'Accordo tra la Svizzera e I'Italia relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei comuni italiani di confine. 

Oltre all’imposta alla fonte, il Consiglio di Stato tiene a sottolineare come il lavoro svolto dalla manodopera straniera durante questo periodo “ha altresì contribuito alla creazione di valore aggiunto in molte società e attività aziendali ticinesi. L’indotto fiscale complessivo sarebbe pertanto maggiore qualora si potesse tener conto anche di questo aspetto”.

Nella sua risposta il Governo sottolinea pure alcuni vantaggi che apporterà il nuovo accordo, parafato lo scorso 22 dicembre 2015 e che deve ancora essere sottoscritto dalle parti:

“La prima conseguenza positiva”, scrive il Governo, “deriva dall’aumento della quota di pertinenza ticinese che passerebbe dal 61,2% al 70%. A dipendenza degli anni di riferimento, in questo momento si può arrotondare ad una 15ina di milioni di franchi”.

Ci sono poi altre fonti di miglioramento, per ora ancora "difficilmente stimabili": ci sarebbe il “gettito dovuto alla reciprocità dell’accordo” (attualmente il gettito dei residenti in Ticino che lavorano in Italia come frontalieri resta totalmente in Italia) e una “definizione giuridica di frontaliere” che permetterà la lotta agli abusi e altre migliorie tecniche.

Il nuovo accordo prevede inoltre che i redditi da lavoro conseguiti in Svizzera dai frontalieri residenti fuori zona di confine (20km) e dai "falsi frontalieri" (coloro che non rientrano quotidianamente al proprio domicilio) "saranno imposti nella misura del 100% (e non con il limite convenuto del 70%)". Dati che attualmente non sono ancora quantificabili in quanto la banca dati per assoggettati alla fonte è entrata in funzione solamente nel 2014. “Lo scenario odierno è contraddistinto da un numero elevato di residenti nella fascia di confine (circa 60mila persone) e un numero molto basso di residenti fuori zona (circa 4mila). In ottica futura, grazie al nuovo accordo, questa situazione è destinata a mutare considerevolmente tenuto conto che, una volta a regime il passaggio ad imposizione piena in Italia, dal profilo fiscale per i frontalieri non vi sarà più alcun interesse nel risiedere nella zona di confine”. Un aspetto meritevole di attenzione, secondo il Governo, poiché permetterà di "eliminare la problematica dei "falsi residenti" e condurrà, verosimilmente, anche ad un calo del numero dei residenti nella fascia di confine, con conseguenti maggiori entrate fiscali per il nostro paese".

Nella gallery la tabella con i dati annuali dei ristorni versati all'Italia dal 1974 al 2013. 

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