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12 condanne, ma il divieto d'entrata è da ridurre
12 condanne, ma il divieto d'entrata è da ridurre
12 condanne, ma il divieto d'entrata è da ridurre
Redazione
8 anni fa
Il TF ha parzialmente accolto il ricorso di un 41enne italiano, riducendolo da 10 a 7 anni

Espulso nel 2014 dopo aver collezionato 12 condanne penali per infrazioni alla Legge sugli stupefacenti e alla Legge sulla circolazione stradale, un 41enne cittadino italiano nei cui confronti l’allora Ufficio federale della migrazione (oggi Segreteria di Stato della migrazione, SEM) aveva emanato una decisione di divieto d'entrata in Svizzera e nel Liechtenstein della durata di dieci anni ha ottenuto parzialmente ragione al Tribunale federale (TF).

L’uomo aveva lasciato il territorio elvetico l'8 maggio 2014 in seguito alla revoca del permesso di domicilio dopo avere ricorso invano contro questa misura fino al Tribunale federale. In seguito aveva ricorso pure contro il divieto d’entrata a suo carico, chiedendo l’annullamento del provvedimento restrittivo preso nei suoi confronti e, rispettivamente, la sua riduzione ad un periodo di tre anni. Un primo gravame era stato respinto dal Tribunale amministrativo federale il 16 marzo 2017 e l'uomo, come detto, si era rivolto al TF.

I giudici di Mon Repos hanno ritenuto che “la propensione dell'insorgente a non rispettare l'ordinamento giuridico (…) - che non permette di concedergli fiducia in merito al comportamento futuro” - consente di ammettere l'esistenza di una “minaccia effettiva di una certa gravità dell'ordine pubblico” necessaria per pronunciare un divieto d'entrata. Tuttavia, la durata di tale provvedimento è stata ritenuta eccessiva in quanto la giurisprudenza attesta che divieti d'entrata della durata di dieci anni sono stati ammessi nel caso di condanne più pesanti rispettivamente di un'attività criminale più intensa.

Vengono citate come esempio due sentenze, la prima riguardante il caso di un uomo più volte condannato per reati contro la vita e l'integrità della persona e, in particolare, a una pena di 9 anni di detenzione per omicidio intenzionale tentato e la seconda una fattispecie nella quale le condanne subite da chi insorgeva avevano per oggetto un traffico di stupefacenti che aveva permesso di trarre profitti milionari.

La corte federale, “tenuto conto di quanto precede e del tipo e della natura reiterata dei reati commessi, così come del fatto che il ricorrente ha lasciato la Svizzera nel maggio 2014 ma che vi era nato e aveva vissuto fino a quel momento”, ha ritenuto congruo “ridurre la durata del divieto d'entrata da dieci a sette anni, e cioè dal 25 agosto 2024 al 25 agosto 2021”. Pertanto, con sentenza del 29 maggio 2018 pubblicata oggi, il TF ha parzialmente accolto il ricorso del 41enne, che dovrà pagare 1'400 franchi di spese giudiziarie ridotte. La Segreteria di Stato della migrazione gli rifonderà di contro 750 franchi di ripetibili ridotte.

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