
Sono 1’168 i positivi registrati lo scorso semestre in tutto il corpo scolastico ticinese. Questa la cifra comunicata per mail il 23 dicembre al corpo docente di tutti gli ordinamenti e istituti ticinesi. Di questi, 12 si sono registrati nella scuola dell’infanzia, 150 alle elementari, 337 nella scuola media e 669 in quella post obbligatoria. Numeri che, sommati, costituiscono però circa il 7% dei casi totali rilevati in Ticino nello stesso periodo. Emanuele Berger, direttore della divisione scuola: “Consideriamo che questo numero è sostanzialmente irrisorio perché si tratta di 1’168 allievi su un totale di oltre 56’000. È un numero relativamente contenuto che ci fa piacere. Da un lato tutte le misure prese hanno avuto un effetto ma si conferma anche un’altra cosa: che la contagiosità è superiore crescendo con l’età mentre per gli allievi della scuola obbligatoria questa diventa ancora più irrisoria, per cui possiamo ritenerci ben soddisfatti di questi numeri”
La curva dei contagi nella scuola

Come si può vedere dal grafico, elaborato da Teleticino, l’andamento dei contagi nella scuola ha seguito quanto avvenuto fuori dagli istituti: i primi tamponi positivi sono arrivati quattro settimane dopo l’inizio delle lezioni, mentre l’introduzione delle mascherine nel post obbligo sortirà degli effetti evidenti sui contagi nelle settimane a seguire. Meno marcato l’effetto nelle scuole medie, perché l’obbligo entrerà in vigore solo dopo le vacanze dei morti, un periodo in cui i contagi hanno accusato una flessione. Arriviamo a dicembre: dopo un periodo di stabilità i contagi tornano a salire. Il Natale potrebbe aver fermato la progessione, ma sono previste misure al rientro? “Difficile da dire”, risponde Berger, “noi ovviamente abbiamo già previsto da agosto i diversi scenari, con la possibilità della scuola a distanza. Ma io sono convinto che questo non succederà e sono contento che la scuola sia riuscita a rimanere aperta in questi mesi di chiusure. E confido che lo resterà ancora grazie al monitoraggio attento di tutte le variabili”.
I contagi nel corpo docente: effetto della stanchezza pandemica?
Per quanto riguarda i 220 contagi tra insegnanti, alcuni secondo i servizi di tracciamento sono riconducibili ai contatti in famiglia. Per altri invece è chiaro che il contagio è avvenuto in contesto scolastico, riconducibile alla cosiddetta “stanchezza pandemica” ipotizzata anche dal medico cantonale per spiegare un calo d’attenzione nel praticare le misure. Stanchezza che evidentemente però non affligge solo i docenti: “C’è una grande comprensione per questo aspetto”, spiega Berger, “allo stesso tempo su iniziativa del medico cantonale abbiamo voluto sensibilizzare i docenti a una certa cautela perché sappiamo che molti contagi arrivano in realtà fuori dalla scuola ma è poi la scuola a risentirne”.
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