
Il sequestro risale al giorno di Pasqua, quando un 53enne venne fermato nei pressi del valico di Chiasso-Brogeda mentre trasportava 110 chili d'oro nascosti nell'auto, a bordo della quale vi erano pure moglie e figli, per dare al viaggio una parvenza di gita pasquale. Un sequestro da record, sul quale gli inquirenti stanno ancora cercando di fare luce. Il sospetto di riciclaggio resta forte. Per cui il tribunale di Como ha respinto negli scorsi giorni il dissequestro dell'ingente quantitativo d'oro, richiesto da un'azienda orafa di Valenza Po, che ne rivendica la proprietà. Anche se ad essere sospettato di riciclaggio non è l'azienda, bensì il 53enne italiano, che lavorava come guardia di finanza fino a due anni fa e che ora è amministratore unico di una società di Agno specializzata nel commercio di metalli preziosi.
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