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Ticino
11 milioni in meno per i disabili: "sono troppi, alcuni progetti salteranno”
Redazione
3 anni fa
Il direttore di ProInfirmis Danilo Forini è preoccupato per le misure di risparmio che toccheranno il settore: "Le emergenze riguardano persone con autismo e giovani con disagi psichichi, già oggi fatichiamo a garantire le prestazioni".

C’è sorpresa, delusione e amarezza per i tagli annunciati nel settore della disabilità nell’ambito della manovra di rientro: sono 11 i milioni di risparmio a carico di queste strutture. 11 milioni sui 134 totali che per il direttore cantonale di ProInfirmis sembrano davvero troppi. Seppur si dica disposto a fare la sua parte, Danilo Forini non ha nascosto le sue preoccupazioni, soprattutto per i dipendenti.  "Quello che ci preoccupa è il contributo di solidarietà sui nostri contratti di prestazione, che nel caso degli enti vuol dire andare a toccare i salari dei dipendenti”, racconta a Ticinonews. “Gli operatori sociosanitari arrivano da un periodo molto duro dopo il Covid. Ed è un mestiere già duro di per sé ed è difficile trovare del personale qualificato. C'è un grande tasso di abbandono tra infermieri ed educatori. Visto che il contributo fisso del Cantone sarà diminuito, si andrà a toccare le condizioni di lavoro”.

Alcuni progetti saranno congelati

Gli 11 milioni di franchi sono così divisi nel messaggio del governo: la riduzione del contributo globale per un totale di 2 milioni; un prelievo parziale dei fondi capitalizzati per un importo complessivo di circa 6 milioni e 300mila franchi; infine 2,7 milioni verranno risparmiati nel 2024 tramite il rallentamento di nuove iniziative, cifra che salirà a 6,8 milioni nel 2027. Cifre di fronte alle quali Forini teme la congelazione di alcuni progetti. “Gli esempi sono molti. Uno dei più importanti è quello legato a persone con autismo. Stanno aumentando le diagnosi e sta aumentando le sensibilità sul fatto di dover intervenire in maniera precoce. Purtroppo, abbiamo molte associazioni che sono specializzate su questo aspetto e che hanno molte famiglie che sono in lista d'attesa e che non possono ricevere delle prestazioni", sottolinea il direttore di ProInfirmis. L'altra emergenza riguarda le persone giovani con disagi psichici. "In questo momento il 51% delle persone che hanno una rendita AI hanno problemi psichici e spesso sono giovani. Sappiamo che bisogna intervenire in maniera mirata soprattutto all'inizio. Questo per poter aiutare le persone a trovare una loro autonomia, sia abitativa che lavorativa. Nel cassetto c'è tutta una serie di nuove prestazioni, magari anche pianificate, che nei prossimi anni verosimilmente non potranno essere attuate". 

Meno risorse

Se questi tagli dovessero diventare realtà, per Forini c’è il rischio che qualche utente si veda meno il proprio servizio. “Purtroppo è già la realtà. Oltre ai paventati tagli a livello cantonale, associazioni come la nostra sono confrontate a un congelamento dei fondi a livello nazionale che dura da anni, così come a una diminuzione delle donazioni. Già quest'anno abbiamo dovuto agire con una diminuzione di alcune percentuali, ad esempio nella consulenza sociale. Vorrà dire che chi vuole rivolgersi a noi è ancora il benvenuto, ma avremo qualche risorsa in meno e quindi meno tempo da dedicare a ogni persona”.