
Ridimensionare l'Amministrazione cantonale, al fine di risparmiare.
È quanto chiedeva nel gennaio scorso, tramite una mozione, il deputato leghista Stefano Fraschina.
E dalla risposta del Governo, giunta negli scorsi giorni e resa nota oggi dal GdP, si scopre che forse sarà possibile risparmiare anche senza introdurre particolari misure.
Nei prossimi 10 anni ben 1'040 funzionari e alti funzionari raggiungeranno infatti l'età della pensione. Si tratta dell'uscita dal mondo del lavoro di un'intera generazione nata durante il baby-boom, un fenomeno naturale che secondo il Consiglio di Stato "merita di essere colto e che può rendere possibile una progressiva riduzione dell'organico. E cioè si ipotizza che non tutti i partenti vengano sostituiti, senza creare costi aggiuntivi.
Di questi 1'040 funzionari del Cantone che andranno in pensione da qui al 2024, 950 sono funzionari, gli altri alti funzionari. Nella prima categoria si tratta di un quinto degli effettivi, nella seconda addirittura di un terzo.
La razionalizzazione dei funzionari all'interno dell'Amministrazione cantonale potrebbe quindi diventare realtà nei prossimi anni.
E non solo grazie al raggiungimento dell'età della pensione da parte di molti di loro: nella sua risposta a Fraschina, il Governo spiega che nei prossimi mesi e anni sarà chiesti ai servizi, in relazione anche all'implementazione di nuovi strumenti informatici, la ridefinizione di funzioni all'interno dell unità amministrative. E non solo. Saranno pure attuate delle misure di riorganizzazione sia a livello strutturale sia per i flussi di lavoro.
Fraschina chiedeva inoltre al Governo di esternalizzare alcuni servizi "oggi sulle spalle dell'Amministrazione cantonale".
Su questo aspetto, il Consiglio di Stato rileva che questo obiettivo fa parte della Roadmap, ma che gli approfondimenti svolti finora non hanno permesso di individuare ambiti particolari dove poter fare questa operazione. Questo, perché "la maggior parte delle prestazioni fornite dal Cantone sono per natura pubbliche e quindi difficilmente demandabili ai privati", oltre che per il fatto "che mancano le premesse politiche affinché le prestazioni che si potrebbero esternalizzare (per esempio le pulizie o la direzione lavori nel settore delle costruzioni) lo siano realmente."
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