
Sullo studio dentistico del Locarnese, sospettato di aver pagato in nero 1000 franchi al mese un’aiuto dentista, non è stata aperta nessuna inchiesta per i reati di usura e lavoro nero da parte del Ministero Pubblico. È quanto si evince dalla risposta del Governo a un’interrogazione inoltrata dal deputato Giorgio Fonio e cofirmatari, che chiedevano maggiori lumi sul caso emerso su La Regione dopo la denuncia dell’aiuto dentista.
Il Governo spiega che sullo studio in questione, appartenente a due medici dentisti provenienti da Torino, l’Ufficio della sanità ha eseguito le verifiche previste al momento del rilascio dell’autorizzazione. Ma il Consiglio di Stato precisa di non disporre di “nessuna informazione comprovata ed accertata sul caso segnalato, né tantomeno sulle persone a cui si fa riferimento, non potendo pertanto esprimersi nemmeno su eventuali responsabilità”.
“Per quanto è stato possibile verificare” aggiunge il Governo, “non risultano elementi che comprovino la fondatezza del presunto abuso salariale”.
Rispondendo a un’altra domanda degli interroganti, il Governo informa che la Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone ha inserito il settore degli studi medico-dentistici nella pianificazione dei lavori 2017 per effettuare inchieste del mercato del lavoro. Segno che forse i rischi di dumping nel settore non siano del tutto esclusi…
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