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La ricorrenza
"100 giorni per la musica", al via la raccolta firme
Immagine Ticinonews
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Redazione
4 anni fa
Associazioni del settore delle scuole di musica hanno lanciato ieri mattina un'iniziativa per portare i ticinesi alle urne. L'obiettivo è aumentare i contributi cantonali per la formazione musicale.

Tutti i relatori hanno voluto sottolineare l’eccezionalità del momento. Accade infatti di rado che le associazioni ticinesi della formazione musicale si riuniscano a un tavolo con un obiettivo comune. In questo caso si tratta del lancio dell'iniziativa popolare legislativa elaborata "100 giorni per la musica", in riferimento alla durata del periodo massimo per la raccolta firme con la quale si conta di portare i ticinesi alle urne.

La proposta

L'obiettivo è aumentare i contributi cantonali per le scuole di musica riconosciute, con lo scopo finale di rendere più facile e democratico l'accesso alla formazione musicale per i giovani. Secondo i promotori, politici di diversi schieramenti partitici e rappresentanti del settore delle scuole di musica ticinesi, il Ticino non applicherebbe adeguatamente l'articolo 67a della Costituzione federale, votato dal popolo nel 2012. Nel testo pubblicato sul volantino della raccolta firme gli iniziativisti dichiarano che "nella maggior parte dei Cantoni le famiglie si prendono carico del 32% dei costi della formazione musicale, in Ticino questa percentuale è addirittura del 75%". L'articolo entrato nella Costituzione prevede espressamente la promozione della musica fra bambini e giovani da parte di Confederazione e Cantoni. L'iniziativa chiede al Cantone un contributo del 50% sui costi della formazione musicale per giovani residenti.

"Non mandiamo in fallimento il Canton Ticino"

"Quest'iniziativa permette di accogliere tutti nelle scuole di musica, indipendentemente dal reddito", commenta a Ticinonews Luca Medici, direttore della Scuola di musica del Conservatorio della Svizzera italiana. "Credo inoltre che favorisca il ruolo nella società della formazione musicale extrascolastica. Oggi infatti questa è vista quasi come una semplice pratica burocratica, con dei soldi che girano". E a proposito di soldi, è risaputo di come la situazione delle finanze cantonali non sia rosea. Chiediamo a Medici se chiedere nuovi contributi pubblici in questo periodo non sia poco opportuno. "Io lavoro in questo settore da 25 anni", ci risponde. "In questo periodo non ci sarebbe mai stato un momento adatto per avanzare questa richiesta. Non può essere così in eterno". Secondo il direttore della Scuola di musica del Conservatorio la proposta, tuttavia, "non entrerebbe in vigore domani, ma forse dopodomani". Quando, forse, le casse cantonali saranno un po' più piene. "In ogni caso - conclude Luca Medici - non ci aspettiamo di mandare in fallimento il Canton Ticino, ma solo di avvicinare il nostro Cantone alla media nazionale in termini di finanziamenti alle scuole di musica".

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