
La Conferenza svizzera delle scuole universitarie ha approvato oggi la ripartizione dei contributi per il programma speciale "aumento dei diplomi in medicina umana", al quale partecipa anche il progetto di master dell'Università della Svizzera italiana.
Nella seduta di oggi, la Conferenza svizzera delle scuole universitarie (CSSU), presieduta dal presidente della Confederazione Johann Schneider Amman, ha approvato il progetto presentato da Swissuniversities per la ripartizione del contributo federale destinato a incentivare le iniziative volte ad aumentare i posti di formazione in medicina umana. Nel rapporto di Swissuniversities sono stati presi in considerazione i progetti delle cinque facoltà di medicina svizzere (università di Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo) e quelli delle nuove realtà come l'Università di San Gallo, l'Università di Lucerna, il Politecnico federale di Zurigo e l'Università della Svizzera italiana (USI).
L’importo a disposizione per questi incentivi è di 100 milioni di franchi ripartiti sul quadriennio 2017-2020. Al progetto che coinvolge l'USI è stata assegnata una somma di circa 10 milioni di franchi.
La decisione della CSSU formalizza l’approvazione dei diversi progetti presentati. Con tale passaggio formale anche il progetto ticinese diventa una realtà riconosciuta a livello della politica universitaria intercantonale e nazionale. Il DECS ricorda che per la realizzazione del master ticinese l'USI ha cercato e ottenuto collaborazioni specifiche con l'Università di Basilea, l'università di Zurigo e soprattutto con il Politecnico federale di Zurigo.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, rappresentato nella CSSU dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli, saluta con soddisfazione questa importante decisione nazionale.
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