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Ticino
10 anni e sei mesi al magnaccia bulgaro
Redazione
14 anni fa
Condanna pesante per il 47enne bulgaro alla sbarra a Lugano. "Ha distrutto due vite solo per lucro" ha detto il giudice Marco Villa

“Non vi sono parole per descrivere la gravità dei fatti. Lei ha agito per lucro. Lei ha distrutto due persone dal punto di vista morale e fisico. Le ha trattate come degli oggetti per il piacere proprio ed altrui fino ad annientarle”. Sono parole di fuoco quelle pronunciate dal giudice Marco Villa nella sentenza a carico 47.enne bulgaro da giovedì scorso alla sbarra alle criminali di Lugano per una lunga serie di reati legati alla prostituzione. Questo pomeriggio per lui la campanella della giustizia ha suonato puntuale. Dopo sei ore di camera di consiglio la Corte ha emesso il verdetto. Un verdetto di condanna. L'uomo è stato ritenuto colpevole di ripetuta violenza carnale, ripetuta coazione sessuale e tratta di esseri umani. Per questi reati, l'uomo è stato condannato a 10 anni e 6 mesi. L'atto di accusa della procuratrice pubblica Valentina Tuoni, che ne chiedeva 13, è stato quasi integralmente accolto. L'imputato è stato prosciolto dall'accusa di promovimento della prostituzione, non tanto perché i fatti non sono avvenuti come descritto nell'atto di accusa, ha spiegato il giudice, ma semplicemente perché il reato è giuridicamente contenuto nell'imputazione della tratta di esseri umani, di cui l'imputato dovrà rispondere. Nonostante si trattasse di un processo indiziario, nonostante a carico dell'imputato non vi fossero prove dirette, la Corte ha ritenuto credibili i racconti delle due vittime che nel 2010 e nel 2011 denunciarono il 47.enne dando avvio all'inchiesta. A fronte di questi racconti lineari, reiterati nel tempo, l'imputato non ha saputo offrire che dichiarazioni discordanti, contraddittorie, ha motivato il giudice. Si è dunque deciso per una condanna esemplare in quello che a tutti gli effetti va considerato come il primo processo a carico di un protettore. “Non tanto perché il fenomeno sia relegato ad altri lidi, ha detto ieri la procuratrice, ma perché l'omertà e la paura sono le riposte che di regola accompagnano chi è vittima di questa moderna forma di schiavitù”. Una schiavitù che nel caso specifico è cominciata con l'inganno in Bulgaria dove l'uomo ha dapprima abbordato due ragazzine, portandole poi in Svizzera affinché si prostituissero sotto il suo controllo. “Le due ragazze non erano consenzienti, ha detto il giudice. Lei ha approfittato della loro povertà, per farne commercio di piacere sessuale”. Il magnaccia, per concludere, dovrà risarcire la sua vittima con 30'000 franchi e l'ex compagna con 5'000 franchi. fp

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