
Bellinzona, ore 23 e 35. Un uomo viene massacrato di botte in piazza municipio a Bellinzona. La vittima, un 60enne di Gordola, viene portato d'urgenza al Civico di Lugano e sottoposto a un complicato intervento chirurgico alla testa. L'uomo è grave. La sua vita rimarrà appesa a un filo per sei settimane. Sei settimane di coma che scuotono l'opinione pubblica portando tristemente alla ribalta il tema della violenza giovanile. Per rispondere di questa aggressione avvenuta il 28 gennaio scorso è comparso oggi in aula di fronte alla corte delle Assise criminali Edwin Hiraldo Rodriguez, cittadino italo domenicano all'epoca dei fatti 24enne. L'accusa formulata dal procuratore pubblico Arturo Garzoni è quella di tentato omicidio intenzionale. Per questo ed altri 11 capi d'accusa il procuratore ha chiesto 10 anni di carcere. “Si tratta di un individuo socialmente pericoloso”, ha detto Garzoni. Lo provano i precedenti per aggressione ma soprattutto l’anno di carcere per rapina scontato nel 2006. “Una pena che non è servita a nulla, ha continuato il procuratore. La sera del 28 gennaio ha colpito per uccidere. E lo ha fatto brutalmente, lasciando sul selciato un uomo che non si è mai più ripreso”. Le fasi dell'aggressione sono state ricostruite oggi in aula nella prima delle tre giornate di processo previste dal giudice Claudio Zali. Movente dell'aggressione: la cieca gelosia dell’imputato per aver sorpreso la sua ex compagna – all’epoca dei fatti incinta dello stesso Rodriguez – baciarsi in centro città col 60enne di Gordola. “Mi sono sentito preso in giro e ho perso il controllo”. Una reazione brutale analizzata col supporto di un filmato di una videosorveglianza che ritrae l'imputato sferrare tre violenti pugni al volto in via Paganini, e poi seguire la sua vittima davanti al Chupito per finirlo con una lunga serie di calci e pugni al volto e al torace. “Lei ha massacrato un 60enne”, ha detto Zali. “Lo ha ridotto in fin di vita, rompendogli il cranio e il torace”. “Non era mia intenzione”, ha ripetuto l'imputato. Di parere diverso l'accusa che si è battuta invece per l'intenzionalità del gesto. A descrivere conseguenze fisiche dell'aggressione è stato citato un certificato medico che parla di un grave e continuo peggioramento delle funzioni cognitive che hanno reso incapace il 60enne di intendere e di volere. In aula è comparso anche un perito che ha parlato di un importante trauma cranico con emorragie e fratture. Trauma che ha causato lesioni permanenti e irreversibili, legati al movimento, alla parola e alla memoria. La brutale aggressione scatenò un acceso dibattito politico. Complessivamente vennero presentate cinque interrogazioni. Vari deputati chiesero al Governo come mai Rodriguez si trovava ancora in Svizzera, nonostante il ragazzo avesse alle spalle non solo una condanna da minorenne per aggressione a scopo di rapina ma una serie impressionante di reati che – secondo i deputati - giustificavano il provvedimento amministrativo dell'espulsione. Questi numerosi reati - tra cui rapina, lesioni semplici e furto d'uso - sono finiti nell'incarto dell'accusa pubblica che ha preso la parola nel tardo pomeriggio. Domani parlerà la difesa. La sentenza è attesa per venerdì. fp
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