
Questa è una storia di gatti… In codice potremmo chiamarla 007 Operazione Gatto. Perchè c’entra la polizia. Stradale. Ma è anche una storia di topi. Perché, mai come in questo caso si può dire che la montagna ha partorito un topolino. In montagna c’è la neve. Questa è dunque una storia di topolini e di gatti delle nevi. Gatti senza targhe. Una storia che è finita sulla scrivania del procuratore pubblico Antonio Perugini. Durante l’inverno, nell’ambito dei controlli sulle motoslitte, la polizia ha effettuato blitz in tutte le stazioni sciistiche ticinesi. Da Bosco a Carì, dal Nara ad Airolo. E ha constatato che i gatti delle nevi circolavano senza targhe. E che vi erano pure problemi con le assicurazioni. Le disposizioni federali sono chiare: i veicoli da lavoro - e i gatti lo sono - vanno targati. E le piste da scii sono equiparabili a strade pubbliche. Dopo aver interrogato una trentina di persone – dai responsabili delle stazioni e degli impianti ai conducenti dei gatti, finanche gli assicuratori di varie compagnie - gli agenti della stradale hanno preparato un voluminoso dossier. E il caso è sfociato in una denuncia collettiva per messa in pericolo grave della circolazione stradale all’omonima Sezione cantonale. La quale Sezione ha trasmesso il dossier al Ministero pubblico, essendoci indizi di reati penali. E settimana scorsa il procuratore Perugini ha deciso, applicando il principio dell’opportunità e l’articolo 100 del Codice: esenzione da pena in quanto reato di lieve entità. Nel dossier della polizia non vi erano infatti elementi che provassero la reale messa in pericolo della circolazione. In più, le norme in materia non sono chiarissime. E anche sul piano assicurativo la tesi dominante è che le polizze stipulate per la manutenzione delle stazioni invernali siano estensibili anche ai gatti delle nevi. Non luogo a procedere dunque, per le persone denunciate. Ma un chiaro monito da parte del magistrato: questa volta ve la cavate, ma dal prossimo inverno fate il piacere di targare i gatti. emmebi
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