
A Zurigo l'appuntamento con le urne del 14 giugno si annuncia da record già dalla buca delle lettere. In questi giorni cittadine e cittadini si sono trovati nelle cassette una busta elettorale insolitamente voluminosa, spessa quasi 2 centimetri. Il motivo? Saranno chiamati a pronunciarsi su ben 20 oggetti in un'unica domenica di voto: due federali, cinque cantonali e tredici comunali.
Una densità eccezionale, anche se non una novità assoluta: nel 1969 gli zurighesi avevano già votato su quattordici oggetti comunali nella stessa giornata. Questa domenica elettorale potrebbe però entrare nella storia per un'altra ragione: in gioco c'è il credito più importante mai sottoposto al voto in città, 2,2 miliardi di franchi per estendere la rete di teleriscaldamento e coprire circa il 60% del territorio comunale entro il 2040.
L'accumulo di temi si spiega con la fine della legislatura comunale, che ha accelerato la chiusura di numerosi dossier, e con le elezioni municipali dell'8 marzo, che hanno bloccato altre votazioni in primavera. Pesa anche il sistema politico locale: a Zurigo ogni spesa pubblica superiore ai 20 milioni di franchi deve essere obbligatoriamente sottoposta al voto popolare.
Non mancano le critiche, in ogni caso. In un recente postulato, un deputato dell'UDC denuncia un vero e proprio «sovraccarico democratico»: partiti ed elettori faticano ad analizzare tutti gli incarti quando se ne concentrano così tanti nello stesso giorno. Tra le piste evocate, una domenica di votazione supplementare oppure l'innalzamento della soglia dei 20 milioni. Ipotesi, però, osteggiata da diverse formazioni, che vi vedono una riduzione dei diritti democratici.
Per ora la partecipazione tiene: alle recenti comunali si è registrato il tasso più alto da quasi mezzo secolo, con il 50,4% di votanti.

