
È stato aggiornato e riprenderà l'anno prossimo, in data ancora da stabilire, il processo per violazione del segreto bancario con Rudolf Elmer: il Tribunale distrettuale di Zurigo ha annunciato la sua decisione dopo che in mattinata, in apertura del processo, l'ex banchiere di Julius Bär ha avuto un malore. Elmer si è accasciato al suolo in un corridoio del tribunale, poco dopo aver risposto alle prime domande del giudice sulla sua persona e sui fatti di cui è accusato. L'ex banchiere aveva detto di non sentirsi bene durante l'interrogatorio. A quanto si è appreso, l'imputato aveva lamentato problemi di salute già prima del processo, ma sulla base di una perizia medica il tribunale è arrivato alla conclusione che fosse "di stretta misura" in grado di seguire il dibattimento. In questo processo, Rudolf Elmer è accusato di violazione del segreto bancario e di falsità in documenti in relazione alla consegna di due CD al fondatore di Wikileaks, Julian Assange, fatta durante una conferenza stampa convocata a Londra nel gennaio 2011. La pubblica accusa chiede nei suoi confronti una condanna a tre anni e mezzo di detenzione e il divieto a svolgere la professione di banchiere. Elmer, che per questa vicenda ha passato sei mesi in detenzione preventiva, respinge le accuse. Durante l'incontro con i media di tre anni or sono Elmer, che è stato sino al 2002 responsabile della filiale della banca zurighese nelle Isole Cayman (Antille), aveva sostenuto che i supporti informatici contenevano i dati di circa 200 presunti evasori. Più tardi ha invece affermato che erano vuoti e che la consegna era stata solo un atto simbolico. La consegna dei CD avvenne due giorni prima del processo nel quale lo stesso Elmer fu condannato a Zurigo ad una pena pecuniaria sospesa con la condizionale. Riconosciuto colpevole di minacce, ripetuta tentata coazione e ripetuta violazione del segreto bancario, l'ex banchiere ha fatto appello ed è ancora in attesa di un nuovo giudizio in questo procedimento. Rudolf Elmer, che si considera un "wisthelblower" che vuole smascherare gli intrallazzi in uso nel mondo bancario, aveva consegnato alle autorità fiscali svizzere e a organi di stampa, dati confidenziali sui clienti della banca per cui lavorava. Una prima udienza del processo d'appello si è tenuta nel novembre 2011 ma è stata subito sospesa. Il Tribunale cantonale ordinò in quell'occasione al Ministero pubblico di rivedere e completare l'atto d'accusa. A distanza di qualche mese, il medesimo tribunale autorizzò la procura a togliere i sigilli e a visionare tre CD, al fine di appurare se i dati in essi contenuti si riferivano a conti svizzeri di cittadini svizzeri, oppure a conti aperti nelle Isole Caymann. Nel secondo caso - aveva sottolineato il tribunale - le norme svizzere sul segreto bancario non possono essere applicate. Nonostante l'autorizzazione a visionare quei supporti informatici, la data del processo d'appello non è ancora stata fissata.
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