
Si apre oggi alle 14.00 a Zurigo il processo contro l'ex consigliere nazionale Bruno Zuppiger (UDC/ZH) e un suo ex collaboratore. I due sono accusati di appropriazione indebita per un ammontare di 240'000 franchi. Il dibattimento si tiene con il rito abbreviato e dovrebbe durare poche ore. Zuppiger e l'ex collaboratore della sua società fiduciaria sono accusati di aver utilizzato parte di un'eredità di cui erano esecutori testamentari per saldare conti in sospeso. Il rito abbreviato è stato disposto perché i due accusati hanno ammesso le loro responsabilità. Il pubblico ministero chiede per entrambi una condanna a 13 mesi con la condizionale e una multa. Il "caso" era scoppiato nel dicembre 2011: Bruno Zuppiger, all'apice delle sua carriera politica, fu costretto a ritirare la sua candidatura al Consiglio federale in seguito ad un articolo della "Weltwoche" che ricostruiva la vicenda. I 240'000 franchi facevano parte dell'eredità di una collaboratrice deceduta che aveva disposto di donare i suoi averi alla Lega contro il cancro e a Pro Senectute. Fra il 2006 e il 2007 ci furono due prelevamenti che servirono a pagare una parte dei salari della società Zuppiger & Partner AG e fatture scoperte, comprese quelle dell'hotel Bellevue Palace di Berna, dove il parlamentare risiedeva durante le sessioni. Una seconda tranche servì a rimborsare 95'000 franchi di IVA e altre tasse alla Cassa di compensazione e all'Amministrazione federale delle finanze. Zuppiger - che lo scorso 10 settembre ha rassegnato le dimissioni dal Consiglio nazionale - aveva ammesso già nel 2011 di aver commesso un errore, sostenendo però di non essersi arricchito. Il 60enne ha assicurato di aver rimborsato l'intera somma alle due organizzazioni di utilità pubblica, dopo che queste ultime avevano minacciato di denunciarlo. ATS
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