
Il limite di 15 persone per le manifestazioni pubbliche in vigore nel canton Zurigo fino al 18 aprile era una misura “sproporzionata”. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo cantonale, accogliendo un reclamo presentato da nove cittadini. La decisione non è ancora definitiva e il consiglio di Stato zurighese può ancora impugnarla davanti al Tribunale federale.
La limitazione a 15 persone era stata decisa il 19 marzo scorso dall’esecutivo cantonale, mentre il governo federale si apprestava ad annunciare i primi cauti allentamenti. Nel frattempo nel cantone il limite è stato portato a 100 persone. Berna non ha fissato limiti per le manifestazioni pubbliche, ma ha lasciato ai cantoni la possibilità di fissare regole più severe. Il reclamo è stato inoltrato da privati cittadini appartenenti a formazioni di sinistra, dello sciopero per il clima e dello sciopero delle donne. Contro il limite si era espressa anche la municipale Karin Rykart (Verdi), responsabile della polizia cittadina. Il capo del Dipartimento cantonale della sicurezza Mario Fehr (PS) era però rimasto fermo sulle sue posizioni.
Nella decisione pubblicata oggi, il Tribunale amministrativo sottolinea come “una limitazione della libertà di espressione e di riunione sancite dalla costituzione è ammissibile solo se sono soddisfatte determinate condizioni”. “Sulla base delle conoscenze attuali sulla trasmissione del Covid-19 e dell’obbligo di indossare la mascherina durante le manifestazioni (...) il regolamento (delle autorità cantonali, ndr.) appare sproporzionato”, scrive ancora il Tribunale.
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