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Svizzera
Zugo: elezioni cantonali all'insegna della stabilità
Redazione
12 anni fa
A livello di esecutivo il passaggio al maggioritario non ha rimescolato le carte

Elezioni all'insegna della stabilità nel canton Zugo, nonostante il cambiamento di sistema di voto sia per il governo che per il parlamento. A livello di esecutivo il passaggio al maggioritario non ha rimescolato le carte: tutti e sette i magistrati uscenti sono stati oggi rieletti e i socialisti sono risultati una volta ancora sconfitti. In Gran consiglio si registra un arretramento di PLR, PPD e PS nonché un'avanzata di Verdi liberali e della lista Verdi/Alternativi (ALG), ma le variazioni sono comunque contenute.

Zugo era con il Ticino l'unico cantone che eleggeva il governo con il sistema proporzionale. Un anno fa è stato però deciso il cambiamento, con l'approvazione alle urne di un'iniziativa lanciata dai due principali partiti, il PPD e il PLR. Dalle urne è però oggi uscita una formula che ricalca perfettamente quella precedente, con 2 PPD, 2 PLR, 2 UDC e 1 esponente Verdi/Alternativi.

Il miglior risultato è stato ottenuto dal direttore delle finanze Peter Hegglin (PPD), che ha raccolto 21'585 voti. Seguono i responsabili dell'economia pubblica Matthias Michel (PLR, 19'828 schede), della sicurezza Beat Villiger (PPD, 18'479), della sanità Urs Hürlimann (PLR, 18'342), delle costruzioni Heinz Tännler (UDC, 16'997), dell'istruzione Stephan Schleiss (UDC, 14'610) e dell'interno Manuela Weichelt-Picard (Verdi/Alternativi, 12'558).

Il PPD ha a sorpresa sfiorato il terzo seggio: Martin Pfister ha infatti ottenuto 12'353 preferenze, superando anche la maggioranza assoluta, ma non è stato eletto in quanto ottavo. La candidatura non era di battaglia: era infatti pensata unicamente per far conoscere meglio Pfister in vista di altri appuntamenti con le urne.

Deludente è risultato per contro il bottino dal PS, che con Christina Bürgi Dellsberger cercava di riconquistare il seggio perso otto anni or sono a favore dell'AGL: la diplomatica ha raccolto solo 8910 voti. Ancora più staccato (3669 schede) è giunto Stefan Thöni, esponente del Partito pirata. La partecipazione è risultata inferiore al 43%.

Le novità sono state tutto sommato poche anche nell'elezione del Gran consiglio, composto da 80 membri, che è avvenuta per la prima volta applicando i principi del "doppio Pukelsheim", un sistema di calcolo per la ripartizione dei seggi più favorevole alle piccole formazioni.

Il partito più forte rimane il PPD, con 22 mandati (-1). Seconda principale forza diventa l'UDC (19 seggi, senza variazione), che supera il PLR (18 granconsiglieri, -2). La ALG riconquista la metà delle poltrone perse quattro anni or sono e sale a 10 (+2). Il PS ottiene 7 mandati, uno in meno rispetto al 2010, ma -2 se si tiene conto del fatto che uno dei deputati dell'AGL aveva raggiunto le file socialiste. I Verdi liberali raddoppiano i loro rappresentanti (+2), salendo a 4. Non è riuscito a sbarcare in parlamento il Partito pirata, presentatosi per la prima volta alle urne.

Nel fine settimana erano in programma anche le elezioni comunali. Un'indicazione interessante è emersa nel capoluogo Zugo, dove la sinistra ha perso la maggioranza conquistata quattro anni or sono.

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