
Bashkim Berisha, il 28enne kosovaro già campione svizzero di boxe thailandese, è stato condannato oggi a 14 anni di prigione per aver ucciso nel 2005 a Dübendorf (ZH) un 26enne macedone in seguito ad una banale lite di parcheggio. Il Tribunale cantonale di Zurigo lo ha riconosciuto colpevole di omicidio intenzionale. Il delitto risale all'11 febbraio del 2005. In aula il kosovaro ha ribadito la sua versione dei fatti, ammettendo di essersi trovato sul luogo del delitto, ma sostenendo che si trattò di un incidente. Secondo la sua versione, fu il suo contraente a impugnare una pistola e il colpo sarebbe partito dopo che Berisha aveva afferrato l'arma con una mano e l'aveva rivoltata contro il macedone. In base all'atto d'accusa, fu invece il kosovaro ad estrarre l'arma da sotto il cinturino dei suoi pantaloni. Stando alle testimonianze delle altre persone che si trovavano sul parcheggio - sia il kosovaro che il macedone erano in compagnia di amici - Berisha uccise il 26enne, che era seduto nella sua auto, con un colpo sparato a bruciapelo. La vittima era padre di due bambini in tenera età. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, la lite scoppiò perché il 26enne voleva parcheggiare in un posteggio parzialmente occupato dalla vettura del gruppo che faceva capo a Berisha. Dopo il delitto, il giovane kosovaro fuggì e si rese irreperibile. Arrestato il 16 ottobre 2005 in occasione di un controllo stradale in Kosovo, nei pressi di Peja, fu estradato in Svizzera nel luglio 2007. Il giovane kosovaro è conosciuto al grande pubblico perché è stato fra l'altro protagonista del documentario "Bashkim" sulla violenza giovanile e sui problemi legati all'immigrazione, proiettato nel 2001 nei cinema e mandato in onda anche dalla televisione. Ha alle spalle numerose aggressioni. ATS
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