
L'avvocato di Ludwig A. Minelli ha tentato oggi invano di ottenere una sospensione del processo apertosi davanti al Tribunale distrettuale di Uster, nel quale il presidente e fondatore dell'associazione Dignitas è accusato di ripetuta istigazione al suicidio e usura. L'imputazione è "sotto molti aspetti altamente discutibile", ha affermato il difensore a sostegno della sua richiesta di interrompere il processo per insufficienza dell'atto di accusa. L'avvocato ha sostenuto tra l'altro che il pubblico ministero non ha approfondito la questione della capacità di giudizio delle persone che l'organizzazione di assistenza al suicidio diretta da Minelli ha aiutato a morire. Egli ha inoltre chiesto che un contabile esamini ancora una volta i flussi di denaro di Dignitas perché a suo avviso il controllo fatto finora non è stato accurato. Il tribunale non ha però condiviso il suo parere e ha rifiutato l'istanza della difesa. Il processo può così continuare. Il procuratore ha definito la richiesta dell'avvocato un "fumogeno giuridico di prima categoria" mirante a impedire che il tribunale affronti le importanti domande alle quali è chiamato a rispondere - per la prima volta in Svizzera - in questo processo. In particolare: quanto è lecito che costi un suicidio assistito? Il pubblico ministero accusa l'85enne Minelli e la sua organizzazione di aver agito a scopo di lucro in relazione alla morte di tre cittadine tedesche che si erano rivolte a Dignitas nel 2003 e nel 2010, incassando molto più del dovuto.
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