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Svizzera
ZH: nigeriano morto durante rimpatrio coatto, inchiesta da riaprire
Redazione
13 anni fa

La Procura di Winterthur deve riaprire l'inchiesta sulla morte per infarto di un "asilante" nigeriano avvenuta il 17 marzo 2010 all'aeroporto di Zurigo, da dove l'uomo stava per essere rimpatriato con la forza. Lo ha deciso il Tribunale cantonale, ha indicato oggi all'ats una sua portavoce, confermando la notizia pubblicata ieri dalla "NZZ am Sonntag". L'africano aveva opposto vigorosa resistenza agli uomini in procinto di imbarcarlo ed era stato quindi legato. La procura aveva archiviato l'inchiesta nel gennaio 2012, dopo aver concluso, sulla base di due autopsie, che il 29enne era morto per cause naturali. Secondo le perizie mediche, il nigeriano soffriva di una grave disfunzione al miocardio e la situazione di stress al momento dell'espulsione coatta ha favorito l'arresto cardiaco. È inoltre possibile che l'infarto fosse legato allo sciopero della fame che il nigeriano aveva iniziato alcuni giorni prima, secondo i periti. La Procura ha dunque rinunciato a procedere contro le persone che si occupavano di lui come chiedevano espressamente i famigliari della vittima. L'avvocato della famiglia ha presentato ricorso al Tribunale cantonale (Obergericht), che gli ha dato ragione. Secondo la corte, è possibile che alcune persone coinvolte nell'operazione di espulsione siano venute meno ai loro obblighi di diligenza, considerato il cattivo stato in cui versava il nigeriano, e siano dunque perseguibili penalmente. Si tratta delle persone responsabili della valutazione medica che ha preceduto l'esecuzione dell'espulsione, ha precisato all'ats Corinne Bouvard, addetta stampa della Procura generale del canton Zurigo. Il Ministero pubblico di Winterthur dovrà reperire queste persone e interrogarle, ha disposto il tribunale.

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