
La Procura dei minorenni dovrà decidere ancora questa settimana una presa a carico individuale per "Carlos", il giovane delinquente zurighese finito sotto i riflettori della cronaca per un programma che costava allo Stato 29'000 franchi al mese. Dopo la sentenza resa nota ieri dal Tribunale federale (TF) - che ha giudicato inaccettabile il collocamento del 18enne in una struttura chiusa - il Tribunale cantonale zurighese ha fatto sapere oggi che il giovane dovrà essere rimesso in libertà "se non sarà trovata entro la fine della settimana una sistemazione presso un privato o presso una struttura aperta". Nella sua sentenza che risale al 18 febbraio scorso, il TF ha fissato un termine di 10 giorni per il rilascio di "Carlos" (questo il nome fittizio attribuitogli per proteggere la sua vera identità) dal centro di esecuzione delle misure per adolescenti e giovani adulti di Uitikon (ZH). Il termine di 10 giorni vale a partire dal 21 febbraio, ossia la data in cui la sentenza è pervenuta al Tribunale cantonale, ha detto all'ats il responsabile della Procura dei minorenni Silvio Stierli. Nel caso particolare sono già state messe a punto diverse opzioni. Ora si tratta di sceglierne una, ha aggiunto Stierli. Il caso di "Carlos" era stato rivelato alla fine d'agosto 2013 da un reportage della televisione svizzerotedesca SRF dedicato ad un giudice dei minorenni zurighese. Sistemato in un appartamento di quattro locali e mezzo, il giovane seguiva corsi quotidiani di boxe thai ed era seguito da una decina di specialisti. In seguito agli articoli di vari media che sono riusciti a pubblicare sempre più dettagli, la giustizia zurighese aveva deciso alla fine di agosto il trasferimento del giovane nel penitenziario Limmattal di Dietikon (ZH). "Carlos" è stato in seguito collocato a Uitikon e le autorità avevano sostenuto che i trasferimenti sono stati decisi per proteggere il ragazzo.
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