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Svizzera
ZH: brasiliana "aggredita", ora sotto accusa
Redazione
18 anni fa

Da vittima di un presunto attacco di neonazisti a persona inquisita: la Procura pubblica zurighese ha annunciato di aver aperto un procedimento per sviamento della giustizia contro la brasiliana di 26 anni trovata lo scorso 9febbraio alla stazione di Zurigo-Stettbach con il corpo ricoperto di tagli, alcuni dei quali formavano la sigla SVP, acronimo tedesco dell'Unione democratica di centro. La procura zurighese ha pure disposto il blocco del passaporto e dei documenti della 26enne, in modo da assicurare che la donna rimanga in Svizzera il tempo necessario per portare a termine le indagini, indica una nota diffusa oggi. Le è stato inoltre assegnato un difensore d'ufficio. La donna, impiegata come giurista presso una società di trasporti con un permesso di soggiorno per due anni, ha nel frattempo lasciato l'ospedale, ha detto all'ATS la polizia zurighese. Il codice penale svizzero prevede una pena pecuniaria o fino a tre anni di prigione per il reato di sviamento della giustizia. Gli inquirenti aveva sollevato dubbi sin dall'inizio sulle affermazioni della donna. Gli esami medici avevano rivelato che la brasiliana non era incinta e non poteva dunque aver subìto un aborto alla stazione come sosteneva. Il professore Walter Bär, responsabile delle analisi medico-legali, ha parlato di un "caso da manuale" di autolesionismo: la donna aveva molti tagli superficiali alle braccia, sulle gambe, al collo e al ventre, tutte zone del corpo che poteva raggiungere da sola, ha precisato il medico. In seguito alla denuncia della donna è stato aperto un procedimento contro i presunti aggressori che rimane tuttora pendente, precisa la procura zurighese. La polizia assicura a questo proposito che le indagini proseguono in tutte le direzioni. La polizia non ha per contro voluto fornire nuove spiegazioni sulla provenienza delle fotografie che sono state pubblicate sui portali internet e sulla stampa brasiliana e che avevano spinto lo stesso presidente brasiliano Lula da Silva a prendere posizione sulla vicenda. Nessuna informazione nemmeno sul presunto ruolo del fidanzato svizzero che la brasiliana diceva di voler sposare. Le critiche delle autorità brasiliane si sono nel frattempo calmate. Il padre della donna, un segretario del parlamento brasiliano, si è recato in Svizzera per assistere la figlia ed ha rilasciato interviste nelle quali afferma che la 26enne sta "psichicamente molto male". La figlia - dice il genitore - soffre del cosiddetto "lupus", una rara malattia autoimmune che oltre a provocare eruzioni cutanee sul viso può causare depressioni. ATS

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