
La brasiliana di 26 anni trovata lo scorso 9 febbraio alla stazione di Zurigo-Stettbach con il corpo ricoperto di tagli ha confessato di aver fornito una falsa testimonianza e di essersi procurata lei stessa le ferite. Lo ha reso noto oggi la Procura zurighese, precisando di avere pure aperto un procedimento volto a chiarire in che modo i protocolli di un interrogatorio dello scorso 13 febbraio siano finiti nelle mani dei giornalisti del settimanale "Weltwoche". Sul suo numero odierno, il settimanale zurighese scrive, riferendosi all'interrogatorio di venerdì scorso 13 febbraio, che la donna ha fornito una "chiara confessione" e ritirato le precedenti dichiarazioni. Il caso, pubblicato prima dalla stampa brasiliana e in seguito rimbalzato in Svizzera aveva fatto scalpore perché la donna aveva in un primo tempo affermato di essere stata aggredita da tre neonazisti che le avrebbero intagliato sulla pelle le lettere SVP, acronimo tedesco dell'Unione democratica di centro, e le avrebbero provocato un aborto. Proprio venerdì scorso, la procura e la polizia zurighese avevano annunciato in una conferenza stampa che gli esami medici avevano rivelato che la donna non era incinta e che i tagli superficiali trovati sul suo corpo erano con tutta probabilità il risultato di una forma di autolesionismo. Le dichiarazioni fatte dalla donna alla polizia venerdì scorso non rappresentavano una confessione vera e propria, sottolinea la Procura zurighese nella nota odierna. Considerate le sue precedenti affermazioni, il contenuto dei protocolli doveva ancora essere verificato e confrontato con i risultati delle indagini e degli esami medico-legali. Per questo motivo polizia e Procura avevano deciso venerdì scorso di non renderne noto il contenuto, precisa la nota. Gli inquirenti definiscono il contenuto dell'articolo della "Weltwoche" "in parte veritiero", ma affermano che per le esigenze dell'inchiesta e di protezione della sfera privata non renderanno noti altri dettagli. Dopo l'apertura annunciata ieri di un procedimento per sviamento della giustizia nei confronti della donna brasiliana, la Procura zurighese ne apre quindi oggi un'altro contro ignoti in relazione alla fuga di notizie. La procedura non riguarda soltanto una possibile violazione del segreto d'ufficio, si limita a precisare la nota. La giustizia zurighese ha pure disposto ieri il blocco del passaporto e dei documenti della 26enne, per assicurare che la donna rimanga in Svizzera il tempo necessario per portare a termine le indagini. ATS
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