
Il Gran Consiglio di Zugo ha approvato oggi in seconda lettura l'adesione ad Harmos, il Concordato intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria. In seguito ad un referendum dell'UDC, i cittadini saranno tuttavia chiamati ad esprimersi alle urne. Come già un mese fa, durante l'esame in prima lettura, la partecipazione al concordato è stata approvata a larga maggioranza, con 53 voti contro 17. I voti contrari sono arrivati dal PLR e dall'UDC, che ha lanciato il referendum. Con soltanto 15 voti, a fronte di un quorum di 27, il parlamento ha deciso di non sottoporre la decisione a referendum obbligatorio. Sono per ora nove i cantoni che hanno accettato HarmoS in via definitiva: Neuchâtel, Vaud, Sciaffusa, Giura, Vallese, Ginevra, Glarona, Zurigo e San Gallo. A Berna sarà il popolo ad avere l'ultima parola, mentre in Ticino e a Friburgo i parlamenti hanno votato l'adesione, ma non è ancora scaduto il termine referendario. Affinché il Concordato entri in vigore nei cantoni che lo hanno accolto è necessaria l'adesione di almeno dieci di loro. Il Consiglio federale potrebbe dichiarare il testo obbligatorio in tutta la Svizzera se HarmoS fosse accolto da 18 cantoni. ATS
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