
“Siamo costernati per la sofferenza umana caudata dalla guerra russa in Ucraina”. Parole con cui il presidente del Consiglio nazionale Martin Candinas ha deciso di aprire la conferenza che vedeva collegato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in attesa del suo discorso. “Siamo convinti che una guerra unilaterale non sia un mezzo della politica e non lo può essere; questo concetto era già stato sottolineato nelle dichiarazioni delle due Camere il 28 febbraio e 1 marzo 2022, in cui condannavamo senza appello la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina”. Oggi, 15 mesi dopo, nulla è cambiato di queste convenzioni: “non riusciamo ad abituarci a queste atrocità, da oltre un anno c’è una guerra in Ucraina contro il suo Paese, dove le infrastrutture civili vengono distrutte, dove i campi vengono bruciati, dove donne e uomini sono costantemente abusati e dove i bambini deportati con la forza”. Aggressioni definite inaccettabili da Candinas, secondo cui “rappresentano una violazione del diritto internazionale umanitario, con la distruzione della diga Kakhovka. Vogliamo quindi lanciare un segnale di solidarietà verso questo Paese sotto attacco”. Prima di lasciare la parola a Zelensky, Candias ha voluto evidenziare come il coraggio che hanno gli ucraini nel combattere per salvare i loro valori sia ammirevole nonché importantissimo; sul tema della neutralità ha voluto ribadire come questo non significhi “chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie: dobbiamo dire a chiare lettere chi è l’aggressore e chi la vittima ed è per questo che aiutiamo”.
Zelensky: “Una minaccia di morte russa”
Dopo aver ringraziato Candinas “per le gentili parole espresse per noi”, il presidente ucraino ha sottolineato come “siamo uniti per difendere i valori fondamentali e il rispetto di tutte le nazioni, comunità e persone del pianeta”. Per Zelensky è solo restando uniti che la solidarietà funziona al meglio “e solo in questo modo la libertà e il rispetto continueranno ad esistere. La pace è l’anima dei valori che condividiamo”. Anche se ora può sembrare paradossale, “l’Ucraina è un territorio pacifico, perché la causa dell’aggressione sta al di fuori dei nostri confini”. In Ucraina la sera non si va a letto tranquilli, “bisogna prima verificare che non ci siano notizie relative a missili o droni in arrivo. Missili che provengono dal Mar Caspio, a 1'500 km dal nostro Paese”. Gli attacchi possono arrivare da un momento all’altro, “motivo per cui facciamo dormire i bambini nei corridoi o nei bunker, dove non ci sono finestre e quindi è più sicuro”. A vivere la situazione peggiore ci sono gli abitanti delle zone di confine, costantemente sotto il fuoco terroristico russo. “Giorno e notte case, scuole, mercati, chiese, ospedali e aziende vengono bombardati da oltre confine con mortai, razzi o bombe intelligenti: questa è la minaccia di morte che la Russia ci rivolge”.
“Senza la Russia non ci sarebbe la guerra”
Gli aiuti da parte della Svizzera hanno permesso di “abbattere alcuni droni, fonte di morte russa. In questa guerra orribile non c’è infatti nulla che possa collegare il nostro Paese e i nostri cittadini alla fonte di questo conflitto. Non siamo stati noi a voler conquistare e invadere territori altrui: noi difendiamo la nostra libertà e la nostra indipedenza, così come la pace per i nostri bambini”. L’Ucraina, ha voluto sottolineare più volte Zelensky, “è un Paese pacifico che è stato distrutto dagli aggressori, è tutto in rovine ormai. Dalla Russia sono arrivati coloro che hanno distrutto la diga e occupato la centrale nucleare. Se guardiamo la situazione in maniera parziale possiamo dire che senza la Russia non ci sarebbe la guerra”.
“Gli aiuti servono per frenare i russi”
Chiunque sia esterno al conflitto “ci ha aiutato e continua a farlo, anche Stati con cui prima di febbraio 2022 non avevamo alcun rapporto”. Zelensky ha poi voluto ringraziare per il pacchetto di sanzioni “che può limitare il terrorismo russo. Ringrazio anche per le armi e i fondi congelati, in questo modo si limita l’aggressione e si fa sì che la Russia si abitui a questa pressione mondiale che garantisce la giustizia per tutti”. Il presidente ucraino ha poi ringraziato il nostro Paese “per non essere rimasto indifferente e per aver sostenuto le sanzioni europee: è importante per restare solidali. So che state discutendo la riesportazione delle armi e vorrei appellarmi a voi: ricordatevi che chiediamo armi al mondo per riportare la pace sul territorio ucraino e questo è ancorato nel diritto internazionale”. In accordo con Alain Berset, Zelensky ha presentato la sua formula per la pace “e vorrei invitare tutti voi a elaborare e organizzare un vertice per la pace dove voi sareste i leader. Il mondo ha vissuto diverse guerre e voi sapete che distruggono la vita delle persone, ma abbiamo anche capito che prevenire queste aggressioni necessitta di sforzi collettivi, solo così si può ripristinare la pace tramite tecnologie all’avanguardia, insieme e in maniera solidale. Viva l’Ucraina”. Un discorso che si è meritato una lunga standing ovation da parte dei parlamentari presenti.

