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Svizzera
WWF: corsi d'acqua alpini minacciati, uno su dieci a stato naturale
Redazione
12 anni fa

Solo un corso d'acqua su dieci è ancora allo stato naturale nell'arco alpino: negli ultimi 150 anni quasi il 90% di fiumi e torrenti sono stati infatti rettificati, sistemati con opere di costruzione o comunque in un modo o nell'altro "disturbati" nella loro funzione ecologica. Lo afferma uno studio commissionato dal WWF. Nel confronto europeo la Svizzera fa una brutta figura, critica l'organizzazione ambientalista in una nota diramata oggi. Lo studio è stato realizzato dall'Università di Vienna, che ha analizzato per la prima volta i dati di Francia, Germania, Austria, Italia e Svizzera, riguardanti tutti i corsi d'acqua alpini con un bacino imbrifero di oltre 10 chilometri quadrati, ossia, in totale, 57'000 chilometri di fiumi e torrenti. Il rapporto mostra chiaramente che i corsi d'acqua alpini versano "in uno stato drammatico", riassume il WWF: l'89% dei corsi ha subìto un degrado. E la Svizzera esce male dal confronto con i paesi vicini: nessuno di essi sfrutta le sue acque in modo così intensivo. Il paese conta, per esempio, circa 1500 centrali idroelettriche e 150'000 soglie artificiali che modificano la dinamica fluviale. Queste opere idrauliche hanno un influsso anche sulla flora e la fauna acquatiche, che sono più minacciate in Svizzera rispetto agli altri paesi europei in esame. "Fiumi, ruscelli, zone umide e rive ancora intatti ci offrono acqua pulita e assicurano una protezione indispensabile contro le piene", afferma Christopher Bonzi, responsabile del programma Acqua al WWF Svizzera, citato nella nota. "Non dobbiamo dunque considerarli unicamente come fonte di energia", aggiunge: "Gli ultimi corsi d'acqua ancora intatti devono essere protetti in modo durevole". Purtroppo, deplora Bonzi, in questo ambito la Svizzera fa ancora peggio dell'Unione europea. Mentre l'Ue applica un divieto esplicito di degradazione per i corsi d'acqua riconosciuti di valore naturale, la Svizzera continua a sovvenzionare progetti di piccole centrali idroelettriche, e questo "proprio sulle ultime perle ecologiche e paesaggistiche". Ci sono per esempio piani miranti a uno sfruttamento della Sense (Singine), in "una delle aree più selvagge e intatte del versante nord dell'Arco alpino", per la produzione di elettricità. Queste piccole centrali - afferma il WWF - producono in genere molto poca elettricità e non sono dunque determinanti per la voluta svolta energetica, e "dobbiamo ora decidere quale valore vogliamo dare ai corsi d'acqua naturali e alla biodiversità acquatica". "La Svizzera è oggi già campione europeo nello sfruttamento della forza idraulica: oltre il 90% del potenziale è già sfruttato", rileva Bonzi. Il WWF raccomanda di risanare le opere esistenti e di aumentarne il rendimento invece che costruire nuove piccole centrali. La centrale a pelo d'acqua di Rheinfelden (AG), per esempio, è stata completamente ristrutturata e fornisce oggi oltre il doppio di elettricità. Nel contempo è diventata più ecologica grazie alla creazione di un nuovo ramo di fiume laterale.

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