
L'applicazione dell'accordo di Parigi porterà grandi vantaggi alla Svizzera: un risparmio di circa quattro miliardi di franchi di costi energetici, 500 morti premature in meno e la creazione di migliaia di posti di lavoro. Lo sostiene il WWF Svizzera, citando uno studio commissionato al New Climate Institute.
"Tutela del clima significa semplicemente bruciare meno petrolio, metano e carbone" scrive il WWF in un comunicato stampa odierno. "Di conseguenza, paesi come la Svizzera dovranno importare meno materie prime, vi saranno più posti di lavoro nei settori attinenti all'efficienza energetica e alle energie rinnovabili nonché un miglioramento delle condizioni di salute grazie alla qualità migliore dell'aria. La società di consulenza New Climate Institute ha calcolato questi benefici per Stati Uniti, Unione Europea e, su incarico del WWF, anche per la Svizzera. Risultato: se la Svizzera diminuirà le proprie emissioni nel rispetto dell'accordo di Parigi, vi saranno 500 casi di morti premature in meno ogni anno. Come? Utilizzando meno petrolio vi saranno meno polveri sottili nell'aria, nocive per le vie respiratorie e in grado di aumentare il rischio di cancro ai polmoni. Nel solo settore delle energie rinnovabili l'abbandono delle energie fossili creerà 5.900 nuovi posti di lavoro, e ogni anno le spese per le importazioni di petrolio e gas scenderanno di quasi 4 miliardi."
"Lo studio prende in considerazione unicamente i profitti derivanti da misure attuate direttamente in loco nel Paese e indipendentemente dalla politica climatica degli altri Stati" precisa il WWF. "Non considera i costi di un cambiamento climatico irrefrenabile che comportano conseguenze ancora più pesanti dal punto di vista economico ed ecologico."
"Come base di raffronto, lo studio utilizza la proposta avanzata lo scorso anno dal Consiglio federale di ridurre in Svizzera soltanto del 30% le emissioni a effetto serra entro il 2030 (anno di inizio del calcolo: 1990)" prosegue il WWF. "Se tutti i paesi si adoperassero così poco per la tutela del clima, il riscaldamento globale supererebbe già nel medio termine il pericoloso limite dei 2 gradi. Secondo l'accordo di Parigi, invece, i paesi dell'ONU vorrebbero mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto di questa soglia, meglio ancora entro i 1,5 gradi. Anche la Svizzera, in questa occasione, si è unita al gruppo dei Paesi più ambiziosi, impegnandosi per raggiungere il nuovo e meno rischioso obiettivo di 1,5 gradi di limite massimo. "I molti vantaggi aggiuntivi derivanti dall'accordo mostrano quanto sia stata abile la Svizzera con questa mossa", afferma Patrick Hofstetter, responsabile Clima ed Energia del WWF Svizzera. Per l'applicazione dell'accordo di Parigi a livello nazionale, il Consiglio federale dovrà fissare un obiettivo di riduzione delle emissioni pari ad almeno il 60% (1990 a 2030)."
"Lo studio menziona anche i due elementi più importanti di una politica climatica ambiziosa: edifici più efficienti senza impianti a gasolio e meno auto con consumi elevati" scrive ancora il WWF. "Oltre la metà degli impianti di riscaldamento in Svizzera è ancora alimentata a gasolio, mentre la Svezia, ad esempio, ha quasi del tutto eliminato le energie fossili in questo settore. La Svizzera detiene purtroppo un triste record a livello europeo in termini di quota di petrolio utilizzata per i consumi energetici domestici, e fra tutti i sistemi di riscaldamento in uso, gli impianti a gasolio sono di gran lunga i più inquinanti per il clima. Il nostro Paese è anche al primo posto per consumo di benzina delle nuove automobili."
"L'unico lato positivo: "Quanto a impianti di riscaldamento e consumo di carburante, la Svizzera è talmente indietro rispetto ad altri Paesi che potrà solo migliorare in modo sostanziale e rapidamente", sostiene Patrick Hofstetter. Considerando i molti vantaggi che questo rappresenta, non c'è molto da esitare: "Maggiore sarà la tutela del clima, migliore sarà la vita per tutti"."
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