
La richiesta di dimissioni formulata dalla direzione dell'Unione democratica di centro alla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha suscitato aspre critiche nell'UDC grigionese. La proposta non sarà accettata, ha detto il vicepresidente Ueli Bleiker. La frazione UDC al Gran Consiglio, composta di 33 deputati, che si riuniva in serata a Landquart, si è schierata dietro la consigliera federale. "Il tono e la qualità dei rimproveri dell'UDC svizzera sono intollerabili", ha detto al termine della seduta. Le opzioni evocate dal partito nazionale sono state chiaramente scartate. Il gruppo si è detto pronto a battersi per una via comune, ma non cerca l'unità a qualsiarsi prezzo. L'UDC grigionese non intende rinunciare al suo atteggiamento indipendente. Secondo i parlamentari grigionesi non esistono ragioni per espellere l'UDC grigionese dal partito nazionale. L'UDC retica continua a considerarsi parte dell'UDC svizzera. Non esiste nessun appiglio neppure per espellere Eveline Widmer-Schlumpf. La ministra è stata democraticamente eletta dal Parlamento, ricordano i deputati grigionesi. Le scadenze fissate dall'UDC svizzera saranno rispettate dalla sezione cantonale. Questo significa secondo Bleiker che la direzione dell'UDC grigionese esaminerà le richieste del partito entro l'11 aprile. I delegati grigionesi discuteranno della richiesta di dimissioni all'assemblea del 23 aprile. Eveline Widmer-Schlumpf non si darà per vinta, ha detto la presidente dell'UDC grigionese Barbara Janom Steiner all'ATS. La neoeletta consigliera di Stato si è detta convinta che la consigliera federale non cederà alle pressioni e non si dimetterà. ATS
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