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Svizzera
WEF Davos: Svizzera "marcata a uomo"
Redazione
15 anni fa
La Wegelin è "morta". E non c'è neppure voluta una sentenza, è bastata l'incriminazione di alcuni dipendenti

Il Consiglio federale ha tentato di approfittare del Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) per fare progredire alcuni dossier chiave a livello internazionale. Ad eccezione di un'intesa con la Germania sull'annosa questione del rumore degli aerei da e per Zurigo, le discussioni non hanno prodotto grandi progressi. Esemplari a questo riguardo i colloqui su accordi fiscali con gli Stati Uniti e la Germania, nonché il trattato sull'energia con l'Ue.La vicenda della banca Wegelin è stata rivelatrice delle difficoltà incontrate dalla direttrice del Dipartimento federale delle finanze (DFF) Eveline Widmer-Schlumpf durante le discussioni sulla controversia fiscale con gli Usa. Giovedì, al termine dell'incontro con il segretario al tesoro americano Timothy Geithner, la presidente della Confederazione aveva annunciato ottimisticamente di contare su una soluzione ancora entro la fine dell'anno.Il giorno dopo però, a causa delle indagini in corso negli Usa, la Wegelin è "morta" (le sue attività, ad eccezione di quelle americane, sono state acquisite da Raiffeisen). La fine della prestigiosa banca lascia intravvedere quanto scomoda fosse la posizione della direttrice del DFF nelle trattative con Washington. Per mettere fine alle attività del più vecchio istituto di credito elvetico non c'è neppure voluta una sentenza: è bastata l'incriminazione di alcuni dipendenti.Oltre all'istituto sangallese nel mirino delle autorità statunitensi ci sono altre dieci banche, tra cui il numero due elvetico Credit Suisse. La pressione per Widmer-Schlumpf non è indifferente. Giovedì la ministra elvetica chiedeva esplicitamente al suo omologo Geithner che gli Usa facessero la loro parte per giungere ad una soluzione globale della vertenza. I toni erano parecchio cambiati ieri: si trattava semplicemente di evitare che altre banche facessero la fine di Wegelin.L'accordo fiscale con la Germania è stato il secondo osso duro che la grigionese ha affrontato a Davos. Con l'omologo tedesco Wolfgang Schäuble nella stazione turistica vi è stata sintonia, tuttavia l'opposizione in Germania e a Bruxelles è notevole.Dopo il colloquio con Schäuble, la presidente della Confederazione ha sostenuto che l'intesa fra Berna e Berlino, firmata lo scorso settembre, offre poco margine di manovra per modifiche. Ma nulla è acquisito. Come ammesso dalla stessa Widmer-Schlumpf, la Commissione europea è infatti interessata a discutere con la Svizzera su un'imposta liberatoria - finora invece si era parlato esclusivamente di un adattamento dell'accordo in vigore sulla fiscalità del risparmio.Un parziale successo la diplomazia del Consiglio federale lo ha ottenuto. La ministra dei trasporti Doris Leuthard e l'omologo tedesco Peter Ramsauer ieri hanno siglato una dichiarazione d'intenti che potrebbe portare una soluzione alla vertenza sul rumore degli aerei da e per Zurigo, che avvelena le relazioni bilaterali dagli anni Ottanta.La consigliera federale ha dovuto comunque fare notevoli concessioni. In futuro i voli sulla Germania meridionale dovranno essere meno numerosi. Per godere di un po' più di tranquillità la sera tardi e il mattino presto, con aerei più sovente nei cieli a nord della Svizzera in queste fasce d'orario, i comuni elvetici attorno all'aeroporto dovranno però fare i conti con un inquinamento acustico più elevato durante la giornata.Anche per la Leuthard, che è pure ministra dell'energia, comunque il soggiorno grigionese è stato tutt'altro che una passeggiata. La consigliera federale vorrebbe concludere entro quest'anno l'accordo sull'elettricità con l'Ue e ne ha discusso con il commissario europeo Günther Öttinger: una questione centrale per il settore e per la politica energetici, che però non avanza a causa di questioni tecniche come la liberalizzazione del mercato elvetico su cui Bruxelles è inamovibile.Un'intesa entro dicembre sembra poco realistica anche perché il testo dovrebbe costituire un precedente nelle re

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