
La Libia e il voto anti-minareti sono stati evocati durante un colloquio tenutosi oggi a Davos, a margine del Forum economico mondiale, tra la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey e il segretario della Lega Araba Amre Moussa. In merito al dossier libico, il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Lars Knuchel, non ha voluto fornire ulteriori precisazioni. Stando alla televisione svizzero-tedesca SF, Moussa potrebbe però impegnarsi personalmente per risolvere la crisi diplomatica tra Tripoli e Berna, che cerca di far rientrare i due cittadini svizzeri tuttora trattenuti in Libia, paese membro della Lega Araba. Max Göldi, uno dei due uomini d'affari svizzeri condannati a 16 mesi di prigione per "soggiorno illegale" in Libia, ieri si era presentato all'udienza del processo in appello. Göldi era accompagnato da rappresentanti tedeschi e dell'Unione europea, ha confermato oggi Calmy-Rey alla televisione svizzero-romanda TSR. La Germania, ha aggiunto, sta infatti seguendo da vicino la situazione. Riguardo ai minareti, Calmy-Rey ha spiegato come si è giunti al divieto, e Moussa ha promesso che farà altrettanto nel mondo arabo. In seguito al voto, il segretario generale della Lega Araba aveva auspicato un nuovo scrutinio e un ricorso al Tribunale federale e alla Corte europea dei diritti dell'uomo. A Davos, Calmy-Rey ha pure incontrato il ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki, con cui ha discusso dell'attività di rappresentanza elvetica a nome degli Stati Uniti. Per quanto riguarda la Libia, Mottaki ha osservato alla televisione svizzero-tedesca SF che "sarebbe un grande piacere dare un contributo alla reciproca comprensione". Ha però escluso un'attività di mediazione. A causa del maltempo, è invece saltato un colloquio sia con l'omologo tedesco Guido Westerwelle, sia con il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner, ha indicato il portavoce del DFAE Knuchel. Calmy-Rey ha per contro incontrato gli omologhi austriaco, Michael Spindelegger, e belga, Steven Vanackere, con cui ha in particolare discusso di una disputa alla Corte internazionale di giustizia all'Aja a proposito del contenzioso tra gli azionisti principali della compagnia aerea belga Sabena. Il vettore nel frattempo fallito era di proprietà di SAirGroup. ATS
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