
Il ministro degli affari esteri Ignazio Cassis e il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann hanno stilato oggi un bilancio del Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Le relazioni con l'Unione europea (Ue) e i previsti accordi di libero scambio con l'India continuano a creare difficoltà. Cassis ha incontrato ieri per la prima volta il suo interlocutore europeo, il commissario Johannes Hahn. L'incontro è andato bene, si è rallegrato oggi il consigliere federale. L'austriaco Hahn è ormai anche incaricato delle relazioni di Bruxelles con Berna. In occasione di questo primo contatto si trattava "di fare conoscenza, di verificare il suo impegno nel dossier Svizzera-Ue, di stilare il bilancio di ciò che è stato fatto e stabilire i prossimi passi", ha dichiarato Cassis ai media presenti al WEF. Vi è interesse dalle due parti ad avere buone relazioni, ha detto Cassis. Ma ha anche ricordato al suo interlocutore gli elementi che non vengono presi in considerazione dalla Svizzera in vista di un futuro accordo quadro istituzionale: i "giudici stranieri" che sarebbero chiamati a risolvere le controversie e l'applicazione automatica del diritto europeo. I due politici hanno evocato l'idea di un tribunale arbitrale, con un giudice svizzero, lanciata recentemente. Ma non sono entrati nel dettaglio per esempio sul numero di giudici, ha detto Cassis. Per il ministro degli affari esteri è importante chiarire ora ciò che la Svizzera vuole. Trovare una soluzione sarà una tappa successiva. Il Consiglio federale adotterà la sua linea mercoledì prossimo. "Cercherò di calmare questa drammatizzazione eccessiva in Svizzera", ha detto Cassis. "Se non troviamo una soluzione, non è la fine del mondo. Continueremo a esistere". Per il ministro degli affari esteri PLR occorre giungere a una soluzione che possa essere accettata dal popolo. Nei suoi sforzi sul dossier europeo, il consigliere federale ha anche incontrato ieri il commissario europeo degli affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, e quello incaricato del budget, Günther Oettinger. I due commissari hanno anche discusso e lavorato con il ministro delle finanze Ueli Maurer, ha precisato Cassis. Nel corso di questa settimana intensa con circa 60 incontri bilaterali per i cinque membri del Consiglio federale presenti, Cassis si è anche intrattenuto con l'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan. La Svizzera sostiene la sua fondazione che aiuta a stabilire una buona governance nei paesi che non ce l'hanno. Dossier dell'India si trascina Stilando il suo bilancio sul WEF, Johann Schneider-Ammann ha parlato di una "buona settimana" coordinata da successo. Il ministro dell'economia ha avuto 18 incontri bilaterali e partecipato a sette eventi. "Il mio soggetto principale è stato il libero scambio", ha detto ai media. In particolare ha tentato di far avanzare i dossier con l'India, l'Indonesia e gli Stati sudamericani del Mercosur. in merito ai negoziati su un accordo di libero scambio con l'India, che si trascinano da dieci anni, il consigliere federale si è mostrato poco ottimista, malgrado un incontro ai più alti livelli con il primo ministro Narendra Modi. In giugno i due ministri avevano deciso di proseguire i negoziati. "Ma siamo avanzati troppo poco", ha detto Schneider-Ammann. "Apparentemente non vi è interesse da parte di New Delhi. Fino ad ora non abbiamo capito perché". Secondo il liberale radicale, vi è il 50% delle possibilità di concludere entro la fine dell'anno. "Ma se non vi è la volontà al più alto livello politico, possiamo fermare i negoziati tecnici". Le trattative incespicano chiaramente sul settore dell'industria farmaceutica, ha detto il consigliere federale. "L'India difende la sua produzione e la sua posizione nel settore dei medicinali generici". Segno comunque positivo: Modi ha invitato il consigliere federale a New Delhi per proseguire le discussioni. Per quanto riguarda l'accordo di libero scambio con l'Indonesia, Johann Schneider-Ammann ha incontrato due ministri e una riunione è in agenda con i ministri dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) di cui la Svizzera è membro.
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