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Svizzera
WEF Davos: Burkhalter, Svizzera contribuisce a sicurezza mondo
Redazione
13 anni fa

La Svizzera è pronta a dare il suo contributo per aumentare la sicurezza e la stabilità nel mondo: lo ha detto presidente della Confederazione Didier Burkhalter, nel suo discorso d'apertura al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Il ministro degli esteri elvetico ha insistito sugli sforzi profusi a Montreux (VD), per trovare una soluzione alla crisi siriana, e a Ginevra, per migliorare le relazioni con l'Iran. Burkhalter non ha mancato di citare le sfide che attendono il pianeta - pace, ambiente, trasporti, energia, invecchiamento della popolazione - ricordando anche le tragedie del passato: 100 anni or sono scoppiò la Grande guerra, 75 anni fa la Seconda guerra mondiale. "Abbiamo il dovere di ricordare questi due conflitti, queste due catastrofi per l'umanità che hanno cambiato il volto del mondo lasciando sul campo solo perdenti", ha affermato Burkhalter. Devono servire a ricordare quanto sia importante che gli stati abbiano la volontà di lavorare insieme, nel quadro di meccanismi di sicurezza collettiva. La storia offre però anche spunti di speranza. Il capo del Dipartimento affari esteri ha citato una frase del defunto presidente sudafricano Nelson Mandela - "sembra sempre impossibile, fino a quando non viene fatto" - ricordando i 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino e i 20 dalla fine dell'Apartheid. Oggi si tratta di mettere fine alla situazione drammatica in Siria, a un "terribile conflitto che ha causato troppa sofferenza e troppi morti troppo a lungo". Una conferenza si è aperta a Montreux: la Svizzera è felice e fiera di poter offrire uno spazio sicuro ed efficace per trovare la pace, ed è pronta offrire i suoi buoni uffici per svolgere il suo ruolo di mediatrice, ha spiegato il ministro. Allo stesso modo la Confederazione offre a Ginevra un quadro adeguato, sicuro e discreto per le discussioni con l'Iran. "Anche lì si tratta di trovare soluzioni per allentare le tensioni; permettere il futuro; senza ingenuità, con determinazione". Burkhalter ha ricordato anche il ruolo della Svizzera nell'ambito dell'OSCE, di cui quest'anno ha assunto la presidenza, e l'aumento dell'aiuto allo sviluppo allo 0,5% del Pil entro al 2015. Si è quindi concentrato sul contributo alla ricerca scientifica concludendo il suo discorso con un altro problema globale: quello dell'occupazione dei giovani. A questo proposito ha ricordato i vantaggi del sistema formativo professionale elvetico. "Abbiamo numerose sfide da affrontare e altrettante montagne da spostare, ma naturalmente non quelle che forma l'incantevole panorama di Davos", ha scherzato Burkhalter. "Grazie - ha concluso - di essere venuti a Davos per cercare, insieme, delle soluzioni. Siate sicuri che la Svizzera è pronta a fare la sua parte per costruire, insieme a tutti voi, un mondo migliore". Anche il fondatore del WEF, Klaus Schwab, ha ricordato la figura di Mandela, ospite a diverse edizioni del forum. Per rendere omaggio alla sua memoria tutti i partecipanti alla cerimonia di apertura si sono alzati in piedi.

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