
Saranno 4'500 i soldati pronti ad intervenire a Davos per garantire la sicurezza durante l'edizione 2009 del Forum economico mondiale (WEF). Da domani sino al primo febbraio, i militari professionisti si occuperanno della protezione e dei controlli delle persone, mentre i soldati di milizia saranno impegnati nella protezione delle infrastrutture. Lo ha indicato oggi a Mels (SG) il Dipartimento della difesa (DDPS), precisando che l'aviazione militare controllerà lo spazio aereo, in collaborazione con l'Austria, ed effettuerà trasporti. Stando ai vertici dell'esercito, il numero massimo dei militi presenti a Davos non supererà le 4'500 unità, il 90% dei quali saranno soldati di milizia. La maggior parte dei militari non sarà tuttavia impegnata nella località grigionese, bensì altrove nel canton Grigioni o in altre regioni della Svizzera (Forze aeree). "Senza il nostro impiego sussidiario il WEF non potrebbe aver luogo nella forma attuale", ha spiegato ai media il divisionario Peter Stutz. L'"Operazione ALPA ECO NOVE", così è denominato l'intervento dell'esercito, è suddivisa in tre parti: per incarico del cantone le truppe di milizia provvedono alla protezione delle infrastrutture, delle vie di comunicazione e del rifornimento di elettricità al di fuori di Davos. Su mandato della Confederazione i soldati professionisti si occupano della protezione e dei controlli delle persone all'interno della stazione alpina. Infine, coadiuvati dalle forze aeree autriache, l'aviazione militare controlla lo spazio aereo sino al 2 febbraio. ATS
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