
L'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull continua a paralizzare il traffico aereo in Svizzera. A causa della nube vulcanica, l'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) ha prolungato la chiusura dello spazio aereo elvetico sino a domani alle 08:00. Secondo gli esperti, una nuova nuvola di cenere è inoltre in arrivo dall'Islanda. Lo stop ai voli, ribadito oggi dall'UFAC per ragioni di sicurezza, concerne il traffico commerciale, ha indicato all'ATS il suo portavoce Daniel Göring. Non v'è stato tuttavia un divieto assoluto di sorvolare la Svizzera. Sono infatti stati autorizzati i voli a un'altitudine di almeno 6'400 metri. In precedenza, il limite era stato fissato a 11'000 metri. Durante la giornata sono stati peraltro consentiti i voli a vista. Gli esperti dell'UFAC seguono attentamente l'evolversi della situazione. Secondo le ultime misurazioni, la nube di cenere si è ancora abbassata nelle ultime ore e si è probabilmente mescolata con lo strato di nebbia presente a un altitudine di 2'000-3'000 metri sull'Altipiano. Intanto, proprio su incarico dell'UFAC, Swiss e le Forze aeree svizzere hanno effettuato nel pomeriggio quattro test di volo nei cieli elvetici, di cui non si conoscono ancora i risultati. "L'obiettivo è di raccogliere nuove informazioni sullo spazio aereo svizzero", ha precisato Göring. L'Ufficio federale vuole sapere come i velivoli reagiscono alla nube di cenere. Le Forze aeree hanno pertanto fatto decollare un elicottero Superpuma, un jet F5 Tiger e un aereo a elica, rispettivamente dagli aerodromi militari di Alpnach (OW), Payerne (VD) ed Emmen (LU). Dal canto suo, Swiss ha messo a disposizione per il test un Airbus 319 con soltanto i due piloti a bordo. L'apparecchio ha volato tra Zurigo, il Lago di Costanza e Ginevra e ritornerà a Kloten in serata. ATS
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