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Svizzera
VS: Tamoil critica autorità per termini irrealistici e clausole punitive
Redazione
14 anni fa

In una lettera aperta all'Unione petrolifera (UP), Tamoil Svizzera critica i termini giudicati "irrealistici" per il risanamento della raffineria di Collombey (VS). La compagnia si lamenta pure per la "mediatizzazione eccessiva" di questa vicenda da parte del canton Vallese nonché per le clausole definite "punitive". Le autorità vallesane avevano impartito un ultimatum alla società, minacciando di ordinare una chiusura definitiva della raffineria l'autunno scorso, qualora non fossero state realizzate le richieste misure ambientali. Una seconda serie di migliorie, riguardanti la protezione delle acque, dovranno inoltre essere intraprese nel maggio 2013. Il cantone aveva dichiarato di voler "mantenere la pressione sulla raffineria" affinché i provvedimenti siano effettivamente realizzati. Ora, nella missiva indirizzata al presidente dell'UP e pubblicata sul suo sito Internet, Tamoil Svizzera protesta contro "la posizione inaccettabile delle autorità ambientali vallesane". "Si tratta di un invito a maggiore realismo", ha indicato all'ats un portavoce della compagnia, confermando una notizia del quotidiano "Le Nouvelliste". Evocando i termini fissati per soddisfare gli obiettivi imposti dal cantone, Tamoil ritiene che le sue osservazioni "non siano state prese in considerazione". "Anzi, sono state accolte (...) con la minaccia di chiudere le attività della raffineria se le scadenze non saranno rispettate", scrive Tamoil. Secondo la compagnia petrolifera, le autorità vallesane sono consapevoli che i provvedimenti richiesti - un investimento di circa 13 milioni di franchi - non sono attuabili dal punto di vista finanziario. Tamoil ha pertanto minacciato di prendere "le misure che si impongono per fronteggiare decisioni punitive, minacce di chiusura e denunce mediatiche irrispettose". ATS

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