
La consigliera di stato vallesana Esther Waeber-Kalbermatten ha ordinato oggi all'Ospedale universitario di Ginevra di fare tutto il possibile per salvaguardare la salute di Bernard Rappaz, se necessario ricorrendo all'alimentazione forzata. La responsabile del dipartimento vallesano della sicurezza rifiuta un'interruzione della pena. Davanti alla stampa, Esther Waeber-Kalbermatten ha ricordato il dovere di rispettare la decisione del Tribunale federale del 26 agosto scorso. La corte federale aveva riconosciuto l'obbligo di procedere all'alimentazione forzata "se questo è l'unico mezzo che permetta di evitare lesioni irreversibili o la morte di un detenuto in sciopero della fame". Per quanto riguarda la domanda d'interruzione della pena avanzata dall'avvocato del canapaio giovedì scorso, Esther Waeber-Kalbermatten è rimasta inflessibile. "Non ci sono le condizioni", ha affermato. Il vallesano, da 69 giorni in sciopero della fame, comincia ad avere seri problemi di salute. Ha iniziato a perdere la vista e non riesce più ad alzarsi dal letto, ha precisato oggi il legale. Rappaz si trova all'Ospedale universitario di Ginevra, dove è ricoverato dal 21 ottobre a causa del deteriorarsi delle sue condizioni di salute Incarcerato il 22 marzo per scontare la condanna a cinque anni e otto mesi inflittagli per violazioni gravi della legge federale sugli stupefacenti e altri reati, l'uomo contesta la pertinenza stessa della condanna, rifiutando a più riprese di alimentarsi. ATS
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