
Il Tribunale cantonale vallesano respinge il ricorso di Bernard Rappaz contro la decisione della consigliera di Stato Esther Waeber-Kalbermatten di vietare al canapaio una nuova interruzione della pena. Per i giudici, niente si oppone al fatto che l'ospedale cantonale di Ginevra (HUG) proceda all'alimentazione forzata di Rappaz Il fatto che il medico responsabile dell'unità carceraria di HUG, dove il canapaio è ricoverato dal 21 ottobre, abbia inoltrato ricorso presso il Tribunale federale (TF) contro l'ordine di alimentare con la forza Rappaz "non è decisivo", indicano i giudici vallesani in una nota odierna. Considerato che non è stato richiesto o ottenuto alcun effetto sospensivo della pena, il Tribunale cantonale ritiene che l'obbligo di nutrire Rappaz sussista e debba esser eseguito. Il legale del canapaio, Aba Neeman, giudica dal canto suo "incomprensibile" la decisione dei giudici vallesani e afferma all'ATS di aver presentato oggi un nuovo ricorso presso il TF. Da marzo, il canapaio sta scontando una pena di cinque anni e otto mesi di reclusione per infrazioni gravi alla legge federale sugli stupefacenti, commesse nel periodo dal 1997 al 2001. Dall'inizio della sua detenzione Rappaz protesta contro la condanna con uno sciopero della fame che dura in modo consecutivo da 99 giorni. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

