
Il canapaio vallesano Bernard Rappaz ha intrapreso venerdì un nuovo sciopero della fame per un conflitto con l'amministrazione penitenziaria in merito al calcolo della pena da scontare e ai congedi ai quali ritiene di aver diritto. Condannato a cinque anni e otto mesi per violazioni gravi della legge federale sugli stupefacenti, l'agricoltore ha incominciato lo sciopero della fame il 12 agosto alle 12:30, indica lo stesso Rappaz in un messaggio audio recapitato all'ats. Sostiene di aver scontato un terzo della pena e dunque di poter beneficiare di un congedo di 24 ore. Secondo lui, il piano di esecuzione della pena non tiene conto dei 37 giorni di arresti domiciliari effettuati nel 2006 nel quadro della detenzione preventiva. Nemmeno il suo avvocato riesce a capire come mai questi giorni non rientrano nel calcolo, mentre erano stati confermati dal giudice istruttore che all'epoca aveva ordinato il provvedimento. "Frustrato, triste e disgustato", Rappaz ritiene di essere vittima dell'"accanimento" della giustizia nei suoi confronti. Il primo congedo - afferma - avrebbe dovuto intervenire il 7 agosto e non il 14 settembre come calcolato dall'amministrazione penitenziaria. ATS
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