
L'ospedale di Sion ha licenziato il primario del reparto di nefrologia, dove sono state costatate irregolarità nella gestione dei fondi relativi a questa specialità e all'emodialisi. Lo scorso ottobre, il Centro ospedaliero universitario (CHUV) e l'Università di Losanna (UNIL) avevano ritirato al medico il titolo di professore. La decisione di sciogliere il rapporto di lavoro è stata presa "congiuntamente" dall'ospedale e dal primario. Essa diventerà effettiva al più tardi il 31 gennaio, indica oggi il nosocomio vallesano. Le irregolarità sono state rilevate da una perizia interna. La giustizia e il Dipartimento della salute ne sono stati informati. Finanziato essenzialmente dall'industria e destinato alle ricerche, questo genere di fondi esiste in tutti i nosocomi. A Sion, il fondo alla nefrologia e all'emodialisi è gestito dallo stesso ospedale e dai medici, precisa la portavoce di Hôpital du Valais, Florence Renggli. Il servizio incaricato delle indagini prosegue le investigazioni. "Il consiglio di amministrazione l'ha incaricato di analizzare le pratiche in materia di gestione dei fondi. I risultati sono attesi per la fine del primo semestre". Lo scorso ottobre, il CHUV e l'UNIL hanno ritirato il titolo di professore allo specialista che voleva pubblicare un lavoro di ricerca sperimentale in una rivista di nefrologia. I colleghi a cui è stato sottoposto il testo hanno espresso "seri dubbi" sui risultati ottenuti. Un'inchiesta condotta congiuntamente dall'ospedale e dall'ateneo vodesi è giunta alla conclusione che i dati dello studio erano stati manipolati.
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