
L'operazione all'esofago effettuata mercoledì all'ospedale di Sion non ha violato le regole e gli accordi conclusi con il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV). Lo indica oggi il nosocomio vallesano, secondo cui l'intervento non è coperto dalla convenzione firmata nel dicembre 2013, sprovvista di effetto retroattivo. In dicembre le autorità vallesane avevano deciso, in seguito ad una serie di scelte "discutibili" che hanno portato a tre decessi all'ospedale di Sion dopo altrettanti interventi di chirurgia viscerale, di aumentare la collaborazione con altri nosocomi. Per questo motivo è stato concluso un accordo con il servizio di chirurgia viscerale del CHUV. Dal primo gennaio tutti i pazienti vallesani che necessitano di prestazioni altamente specializzate devono essere sottoposti a un gruppo multidisciplinare, composto di dottori del CHUV e di Sion. L'accordo prevede che le scelte terapeutiche vengano stabilite congiuntamente. Secondo l'ospedale di Sion, l'accordo con il CHUV, firmato il 3 dicembre, è entrato in vigore il 1. gennaio ma non ha effetto retroattivo. La scelta terapeutica e l'indicazione operatoria dell'intervento di mercoledì sono quindi stati decisi in modo "totalmente adeguato", indica l'Ospedale in una nota odierna. Il paziente è stato esaminato per la prima volta il 19 settembre e l'operazione chirurgica è stata decisa il 22 ottobre dopo una discussione multidisciplinare condotta in Vallese. Il paziente e la famiglia hanno declinato la proposta di un secondo parere medico e chiesto esplicitamente che l'intervento fosse praticato a Sion. L'ospedale precisa che la revoca dell'intervento avrebbe recato pregiudizio al paziente. Il chirurgo in causa - rileva la nota - avrebbe tuttavia dovuto decidere di propria iniziativa di consultare il CHUV. La collaborazione con quest'ultimo - precisa - riguarda patologie relative alla medicina altamente specializzata, ma non menziona esplicitamente l'esofago. Quest'organo è invece contemplato dalle raccomandazioni emesse dal professore belga incaricato di condurre una perizia sul nosocomio, che ha assistito all'intervento in qualità di osservatore e il cui rapporto definitivo è atteso per inizio febbraio. La consigliera di Stato Esther Waeber-Kalbermatten ha deplorato ieri che il caso non sia stato discusso con il CHUV. L'ospedale promette oggi di "vegliare alla scrupolosa messa in opera dell'accordo" concluso con il centro vodese. Il chirurgo che ha praticato l'intervento di mercoledì si è impegnato a rispettare e far applicare le nuove direttive. Lo specialista è stato messo in causa l'anno scorso in seguito ai tre decessi avvenuti nel reparto di chirurgia viscerale di Sion. In dicembre il Gran consiglio ha deciso d'istituire una commissione parlamentare d'indagine sul funzionamento del nosocomio.
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