
Il Vallese ha intimato alla raffineria della Tamoil a Collombey (VS) di diminuire le sue emissioni inquinanti entro il 2011 al più tardi. Con il canton Vaud, il Vallese ha denunciato a più riprese dal 2002 il cattivo stato degli impianti. La situazione non è migliorata, nonostante la messa in servizio nel 2004 degli impianti di cracking catalitico e malgrado le migliorìe già introdotte: la raffineria continua a superare i massimi consentiti dall'ordinanza sulla protezione dell'aria, sottolineano oggi in un comunicato le autorità cantonali. Sion chiede alla Tamoil di modificare la turbina a gas della raffineria, in modo da limitare le emissioni di ossidi di azoto, di creare un secondo sistema di recupero dello zolfo e di rendere più affidabile la produzione di vapore. Tali modifiche dovranno essere operative entro il 30 ottobre 2011. La raffineria dovrà inoltre adeguarsi entro il settembre 2012 alle nuove esigenze in materia di polveri sottili. Altre misure - una quindicina - saranno attuate con effetto immediato. Interrogato in proposito, il portavoce della Tamoil Svizzera Laurent Paoliello spiega che il catalogo di misure di risanamento è stato allestito in collaborazione con l'azienda. Lo scorso dicembre, il canton Vaud ha denunciato la società petrolifera a causa della fuoriuscita di 150 000 litri di benzina nella falda freatica e nel Rodano, avvenuta a Collombey a metà novembre. Le autorità vodesi avevano peraltro rimproverato alla raffineria di non aver realizzato una serie di misure di risanamento già previste nel 2007. ATS
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