
Il risultato è stato incerto fino all'ultimo, ma Eveline Widmer-Schlumpf può infine tirare un sospiro di sollievo: il popolo svizzero ha accettato oggi l'introduzione del nuovo passaporto biometrico con un risicato 50,14% di "sì", adeguandosi alle norme dello spazio Schengen. Decisamente più chiaro il risultato per la medicina complementare, accolta con il 67% dei voti. La partecipazione al voto è stata bassa: alle urne si è recato solo il 38,7% degli aventi diritto. A far la differenza sono stati soli 5'504 voti per la legge che autorizza l'introduzione di un passaporto munito di un chip contenente tra l'altro le impronte digitali. Gli oppositori hanno dunque sfiorato il colpaccio. Il desiderio di poter continuare a viaggiare liberamente e senza dover chiedere un visto per entrare negli Stati Uniti ha infine convinto una debole maggioranza di 953'136 votanti. I timori per la protezione dei dati hanno però spinto 947'632 persone (49,9%) e sedici cantoni a respingere il progetto. Per quanto riguarda i singoli cantoni, la situazione è stata in bilico a lungo. A Glarona, soli cinque voti hanno fatto pendere la bilancia verso il "no". Anche il Ticino ha respinto l'oggetto con il 50,5% dei voti, mentre i Grigioni si sono pronunciati favorevolmente con il 54%. Per l'ambasciatore dell'Unione europea a Berna, Michael Reiterer, l'esito del voto è una conferma della via intrapresa dalla Svizzera, che ha già votato una volta a favore di Schengen. Anche il comitato per il "sì" tira un sospiro di sollievo: la Svizzera non rischia più di uscire dallo spazio Schengen. Gli oppositori chiedono che il passaporto biometrico sia introdotto con cautela e conformemente alla protezione dei dati. Dal canto suo, la consigliera federale Widmer-Schlumpf ha promesso che per ora non sarà introdotta anche una carta d'identità biometrica. La ministra di giustizia ha inoltre assicurato che sarà fatto tutto il possibile per garantire la protezione dei dati. Giornata di voto tranquilla invece per i sostenitori della medicina complementare. L'articolo costituzionale che chiede a Confederazione e cantoni di tenere conto delle tecniche alternative nel sistema sanitario è stato accolto con un netto 67% dei voti e da tutti i cantoni. In totale 1,28 milioni di persone hanno accettato il controprogetto elaborato dal Parlamento, mentre 632'000 si sono opposte. A sostegno della medicina complementare si è schierata in particolare la Svizzera romanda. In Ticino i "sì" hanno raggiunto il 66,05%, nei Grigioni il 66,45%. I sostenitori chiedono ora che i cinque metodi alternativi esclusi nel 2005 vengano reintrodotti nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione di base. Il ministro della sanità Pascal Couchepin ha riconosciuto la netta vittoria dei fautori della medicina complementare, ma non ha voluto esprimersi sulla sorte che sarà riservata ai trattamenti alternativi. "La mia preoccupazione è di frenare l'esplosione dei costi della salute", ha detto Couchepin. La partecipazione al voto è stata bassa (38,7%). Come da tradizione la più elevata è stata registrata nel canton Sciaffusa (59,0%), che supera ampiamente Basilea Città (45,9%). L'interesse minore è stato ravvisato a Glarona (26,3%) e Appenzello Interno (29,9%), ma anche Ticino (32,4%) e Grigioni (33,6%) non hanno brillato. ATS
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