
Un comitato interpartitico ha lanciato stamani a Berna la campagna contro l'iniziativa popolare "sovranità del popolo senza propaganda di governo", in votazione il primo giugno prossimo. Secondo il comitato, questo testo priverebbe l'elettore di informazioni importanti. Il comitato si compone di rappresentanti del PS, del PPD, del PLR, dei Verdi, del PLS e del PEV. L'UDC è praticamente la sola formazione politica a sostenere l'iniziativa. Quest'ultima mira a "impedire alle autorità di esprimersi durante le campagne che precedono le votazioni", ha criticato il consigliere agli Stati Didier Burkhalter (PLR/NE) in una conferenza stampa. La Costituzione garantisce la libera formazione dell'opinione dei cittadini. Tuttavia, per potersi fare liberamente un'opinione, la popolazione ha bisogno d'essere informata, ha aggiunto il consigliere nazionale Ruedi Lustenberger (PPD/LU). Orbene, se l'iniziativa fosse accolta, il Consiglio federale non potrebbe più partecipare a dibattiti pubblici, né rispondere a domande o rilasciare interviste. L'unica informazione autorizzata sarebbe una breve dichiarazione del capo del dipartimento interessato dal tema in votazione. La cosiddetta iniziativa "museruola" "permette effettivamente al lupo di entrare nell'ovile", ha dichiarato Bea Heim (PS/SO). Consentirebbe infatti a importanti gruppi finanziari di dominare l'opinione pubblica, inscenando campagne informative menzognere su vasta scala, senza alcuna istanza neutrale in grado di ridare la giusta luce alla posizione democraticamente espressa dal parlamento, ha aggiunto la deputata socialista. I "16 milioni di franchi investiti dall'UDC nelle ultime votazioni federali sono soltanto un assaggio di quanto potrebbe verificarsi se l'iniziativa fosse accolta", ha sottolineato Bea Heim. Essa ha ricordato anche i milioni iniettati da santésuisse contro l'iniziativa per una cassa malattia unica e sociale. ATS
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