
La consigliera federale Widmer-Schlumpf ha lanciato oggi la campagna del governo contro l'iniziativa dell'UDC intesa a ristabilire la concessione della cittadinanza attraverso le urne. È la prima volta che la ministra di giustizia e polizia affronta una votazione federale, oltre tutto su un progetto sostenuto dal suo partito. Come il Consiglio federale, Eveline Widmer-Schlumpf ritiene l'iniziativa popolare "Per naturalizzazioni democratiche" problematica dal profilo legale, ma anche dal punto di vista pratico. Questo testo non fornisce alcuna garanzia circa il rispetto da parte del candidato delle condizioni poste per l'ottenimento del passaporto rossocrociato, in particolare la sua buona integrazione in Svizzera. Orbene, secondo la Widmer-Schlumpf questo aspetto è e deve restare determinante. "Colui che difende valori di un'altra cultura, che sono in contraddizione con il nostro ordinamento giuridico (per esempio il matrimonio forzato o la lapidazione delle donne adultere), non dev'essere naturalizzato". La ministra di giustizia e polizia ha difeso le procedure caratterizzate dall'obiettività, e non dal libero arbitrio e dalla discriminazione, come rischiano d'essere le naturalizzazioni sottoposte al verdetto popolare. La consigliera federale ha anche cercato di smontare le argomentazioni dell'UDC, secondo cui rischiamo "naturalizzazioni di massa". ATS
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