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Svizzera
Votazioni: le reazioni del Consiglio federale
Redazione
13 anni fa
Delusione per il 'no' alla vignetta ma sollievo per gli altri due oggetti

Sollievo e soddisfazione per Johann Schneider-Amman e per Eveline Widmer-Schlumpf per il deciso 'no' popolare alle iniziative "1:12, per salari equi" e "a favore delle famiglie", cocente delusione invece per Doris Leuthard per la bocciatura dell'aumento della vignetta autostradale da 40 a 100 franchi. Questo quanto emerso oggi a Berna nella conferenza stampa governativa sull'esito del voto di questo finesettimana. Il ministro dell'economia si è detto soddisfatto del fatto che il popolo, respingendo l'iniziativa di Gioventù socialista, abbia seguito ampiamente le raccomandazioni di governo e parlamento. In questo modo la Confederazione resta un mercato economico e finanziario concorrenziale e attrattivo per gli investitori svizzeri e stranieri: il paese continuerà a poter offrire un elevato numero di impieghi, ha affermato. Pur essendo contrario a un intervento da parte statale nella regolamentazione della questione dei salari, Schneider-Amman ha invitato le grandi aziende ad ascoltare la volontà popolare, e soprattutto a non trascurare l'opinione espressa da una minoranza che si oppone alle eccessive retribuzioni versate ai manager. "Ho più volte ripetuto nel corso della campagna che non approvo le retribuzioni eccessive pagate ad alcuni dirigenti". Il consigliere federale ritiene che il netto 'no' uscito oggi dalle urne costituisca un segnale forte in vista della votazione sull'introduzione di un salario minimo di 4000 franchi. Il popolo ha chiaramente mostrato che tiene al partenariato sociale e a una regolamentazione liberale del mercato del lavoro, ha affermato. Soddisfazione è stata espressa anche dalla ministra delle finanze Widmer-Schlumpf in merito alla bocciatura dell'iniziativa dell'UDC sulle famiglie. Ora - ha rilevato la consigliera federale - i diversi modelli di famiglia continueranno ad essere tassati in maniera equa e secondo la loro capacità economica: ciò corrisponde a una società aperta e liberale. Un 'sì' al testo in votazione avrebbe privilegiato le famiglie tradizionali, accordando loro una deduzione fiscale anche se non hanno spese effettive relative alla cura dei bambini. Ciò avrebbe spinto le donne a rinunciare a una vita lavorativa attiva, con perdite considerevoli non solo per loro ma anche per le collettività pubbliche. Più cupa la reazione di Doris Leuthard al "chiaro verdetto" uscito oggi dalle urne: tutti i cantoni hanno detto di no e il Consiglio federale ne deve prendere atto. A quanto pare "non siamo riusciti a mostrare l'importanza di questo aumento per i cantoni: il prezzo della vignetta resta immutato, un eventuale aumento è al momento fuori discussione e circa 400 chilometri di strade cantonali non passeranno sotto la gestione federale", ha affermato la consigliera federale. Ora toccherà ai cantoni provvedere a finanziare la manutenzione o l'eventuale realizzazione di queste strade. Si tratta in parte di progetti che si trovano "in una difficile situazione finanziaria", si è rammaricata la Leuthard, facendo in particolare riferimento alla Glatttal (ZH) e alla regione di Losanna/Morges (VD). Se il popolo avesse accolto l'aumento della vignetta questi progetti sarebbero diventati di competenza federale, ottenendo i necessari finanziamenti. Riferendosi alle proposte emerse dagli ambienti ecologisti, la consigliera federale ha aggiunto che nel corso dell'attuale legislatura il Consiglio federale intende elaborare un progetto legato al tema del "Mobility Pricing".

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