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Svizzera
Votazioni giugno: PS su assicurazione malattia
Redazione
18 anni fa

Per il Partito socialista svizzero, accettare l'articolo costituzionale sull'assicurazione malattia equivarrebbe a dare tutto il potere alle casse e avrebbe per conseguenza una medicina a due velocità. Utilizzando come arma di convinzione il film "Sicko" di Michael Moore, il PS brandisce lo spettro di un sistema sanitario all'americana. Il partito ha deciso di fare della campagna per il "no" il primo giugno prossimo una delle sue priorità e di investire nella battaglia 150'000 franchi. Punto forte sarà la proiezione gratuita di "Sicko" in 14 città svizzere - tra cui Lugano - il 22 aprile (riservazione posti al sito www.privatisation-sante-non.ch). Ricorrendo al film del regista americano, il partito vuole mostrare a quali conseguenze può portare un sistema sanitario fondato unicamente sulla concorrenza e il profitto, hanno affermato oggi in una conferenza stampa a Berna i rappresentanti socialisti. Gli Stati Uniti hanno il sistema sanitario più caro e nel contempo più inefficiente del mondo: esso lascia libertà d'azione alle casse malattia, che unicamente preoccupate dei loro profitti praticano allegramente la selezione dei "buoni rischi", reclutando come affiliati pazienti giovani e in buona salute. Risultato: 47 milioni di americani si ritrovano senza copertura in caso di malattia. Secondo il PS, ci sono inquietanti paralleli con la "rivoluzione" preconizzata dalla destra in Svizzera. I socialisti accusano i partiti borghesi di condurre una campagna menzognera per il "sì" relativizzando la portata del proposto articolo costituzionale "per qualità ed economicità nell'assicurazione malattie". È inaccettabile - aggiungono - che non si tolgano la maschera e non dicano veramente che cosa vogliono, ha denunciato il consigliere nazionale vallesano Stéphane Rossini. Stando ai socialisti, dietro il testo sottoposto al popolo si nascondono l'organizzazione padronale economiesuisse e grandi assicurazioni come Groupe Mutuel e Helsana. Per il PS è chiaro che il nuovo articolo costituzionale mira alla revoca dell'obbligo contrattuale tra casse malattia e medici, come pure ad imporre il sistema di finanziamento "monistico" degli ospedali. Alcuni rappresentanti borghesi, come il "senatore" di Appenzello Esterno Hans Altherr (PLR) lo hanno chiaramente sottolineato durante i dibattiti in parlamento, ha rilevato la consigliera nazionale zurighese Jacqueline Fehr. Il sistema monistico prevede che le prestazioni siano pagate dai soli assicuratori, alle quali i poteri pubblici - i cantoni - verserebbero direttamente il loro contributo. Se la destra mantiene per ora un basso profilo, non sarà più così dopo il primo giugno, teme il PS: essa sosterrà che il popolo ha approvato le riforme che intende attuare. I socialisti non vogliono sentir parlare di misure che a loro avviso porteranno alla privatizzazione e a una medicina a due marce. Se passa il nuovo articolo - sostengono - si spalancheranno le porte verso una riduzione delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione di base e l'estensione del sistema delle franchigie e delle quote a carico dei pazienti. Per evitare di subirne le conseguenze bisognerà rivolgersi alle assicurazioni complementari, ma le persone anziane e i malati cronici non potranno permetterselo. I pazienti rischiano inoltre di non poter più scegliere il loro medico, a meno di pagarne essi stessi le parcelle, oppure, peggio ancora, di non avere più accesso alle cure. Se ottenessero la libertà contrattuale, gli assicuratori avrebbero la facoltà di scegliere i medici con cui collaborare sulla base di criteri essenzialmente economici, ritiene il Partito socialista. Anche il sistema monistico darebbe troppo potere alle casse, alle quali i cantoni dovrebbero versare i loro contributi - otto miliardi di franchi all'anno - senza alcun diritto di controllare come questa somma è gestita. Il PS teme infine che con il nuovo articolo le cure a domicilio e negli istituti medico-sociali non facciano più parte delle prestazioni rimborsate. ATS

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