
Il Consigliere agli Stati Rolf Büttiker (PLR/SO), copresidente del comitato "Un futuro con la medicina complementare" non è sorpreso dalla valanga di sì emersa dalle urne. Già durante la campagna infatti si era reso conto della volontà popolare di avere una medicina alternativa forte. Il 67% di sì non ha premiato solo i metodi alternativi, ma anche i costi della medicina complementare. Il popolo ha notato che le medicine alternative in molti casi sono meno costose della medicina tradizionale, secondo il parlamentare. Per quanto riguarda le prossime tappe, "il compito dato dal popolo a governo e parlamento è chiaro": reintrodurre nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione di base ii cinque metodi alternativi esclusi nel 2005, un riconoscimento a livello nazionale dei terapeuti non medici, le vendita dei rimedi alternativi e l'insegnamento delle tecniche alternative nelle facoltà di medicina. Alcune di queste richieste possono essere soddisfatte facilmente, mentre sarà più complicato far riammettere nel calogo delle pretazioni rimborsate la medicina antroposofica, l'omeopatia, le terapie neurali, la fitoterapia e la medicina tradizionale cinese. "Per questo abbiamo bisogno dell'appoggio del parlamento. Ma con la pressione del popolo dovrebbe essere possibile". Comunque non sarà da subito. Büttiker ritiene probabile che questo possa avvenire a metà del 2010 o all'inizio del 2011. "Sono necessari ancora alcuni chiarimenti scientifici". E se un metodo non dovesse dare prova di efficacia, non sarà reintrodotto. ATS
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