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Svizzera
Votazioni cantonali: SO, sì prestazioni complementari working poor
Redazione
17 anni fa

Dopo il Ticino, anche Soletta - seppure con modalità diverse - introduce prestazioni complementari per famiglie con reddito inferiore al minimo vitale. La misura, accolta dal 57,4% dei votanti e una partecipazione del 41,2%, dovrebbe sostenere 1100 nuclei famigliari e costare allo Stato 15 milioni di franchi all'anno. Contrariamente a quanto prevede la legge ticinese, le famiglie solettesi devono disporre di un reddito minimo. Lo Stato coprirà la differenza tra reddito e minimo vitale. Le famiglie di working poor potranno così evitare di ricorrere all'assistenza sociale. Della misura potranno beneficiare coppie sposate o concubine con almeno un figlio di età inferiore ai sei anni e residenti nel cantone da almeno due anni. Il provvedimento è limitato a cinque anni, poi seguirà un'esame dell'efficacia. Il popolo ha seguito la raccomandazione del governo e una debole maggioranza del Gran Consiglio, costituita di Partito socialista (PS), Partito popolare democratico (PPD) e Verdi. Partito liberale radicale (PLR) e Unione democratica di centro (UDC) sono contrari perché ritengono sbagliato aumentare le uscite dello Stato in tempo di crisi economica. Un sistema analogo a quello adottato oggi a Soletta è attualmente oggetto di una procedura di consultazione nel canton Svitto. Nel Canton Berna il parlamento ha accolto una mozione dai contenuti analoghi del Partito evangelico (PEV). A livello nazionale la camera del popolo ha accolto un atto parlamentare di PS e PPD. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSS) ha però sospeso il progetto lo scorso febbraio. ATS

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