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Svizzera
Votazioni: BS, "sì" a 30% donne in cda società pubbliche
Redazione
13 anni fa

Basilea Città, quale primo Cantone in Svizzera, impone una quota minima del 30% di donne nei consigli di amministrazione (cda) delle aziende pubbliche come gli ospedali e la Banca cantonale (BKB). Lo ha deciso oggi il popolo con il 57% dei voti e una partecipazione del 54,7%. Contro le quote rosa hanno promosso con successo il referendum i giovani di PPD, PLR e UDC, secondo cui quale criterio di elezione deve valere la competenza e non il sesso. Per la maggioranza del Gran Consiglio invece questo strumento è necessario perché le donne sono troppo poco rappresentate nei cda (17%). Il progetto di legge è stato elaborato a partire da una mozione ecologista. Quote rosa in Svizzera esistono solo nelle città di Zurigo, Berna e Sciaffusa. A livello nazionale in Europa e per l'insieme dell'economia sono state istituite in Norvegia, Spagna e Francia. La proporzione del 30% è obbligatoria per i cda di aziende detenute dal Cantone, come i nosocomi pubblici, la BKB e i Servizi industriali (IWB). Per le società in cui lo Stato determina solo parzialmente il cda, la quota deve essere garantita all'interno della delegazione cantonale: si tratta ad esempio del cda dell'azienda dei trasporti pubblici, del consiglio dell'università e del cda dell'aeroporto di Basilea-Mulhouse. I votanti hanno pure approvato, con 35'739 suffragi contro 20'180, una modifica costituzionale che permette ai cittadini svizzeri residenti all'estero di partecipare e di candidarsi all'elezione per il seggio di Basilea Città al Consiglio degli Stati. Con 44'723 voti favorevoli e 8'718 contrari i cittadini hanno anche accolto una seconda modifica della carta fondamentale che adegua la protezione degli adulti al diritto tutorio federale.

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